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Naufragio di Cutro: la Summer Love si poteva salvare

Naufragio di Cutro: la Summer Love si poteva salvare
«Dei marinai, in divisa, devono sapere che se c'è un'imbarcazione in quelle condizioni, l'attività di polizia passa in secondo piano proprio perchè si può svolgere a diversi livelli. Si farà poi a terra, ma intanto li salviamo». Le parole dell'ex portavoce della Guardia Costiera Vittorio Alessandro sono chiare: la Summer Love - il caicco naufragato a Steccato di Cutro - si doveva salvare. Ogni imbarcazione in pericolo in mare va salvata, poi - in un secondo momento - si attivano le indagini di polizia. L'imbarcazione era stata avvistata da Frontex già parecchie ore prima di schiantarsi sulla secca della costa cutrese: uscirono due motovedette della Guardia di Finanza che rientrarono per il mare molto mosso. Non si è riuscito, al momento, a capire il perchè non intervenne la Guardia Costiera per l'operazione SAR - ovvero di ricerca e soccorso. Sono in corso le indagini della Procura della Repubblica. Dal 18 ottobre 2013 al 31 ottobre 2014 l'Italia ha partecipato all'operazione europea militare e umanitaria nel Mar Mediterraneo meridionale "Mare Nostrum" per «garantire la salvaguardia della vita in mare - si legge testualmente dagli archivi della Marina Militare - ed assicurare alla giustizia tutti coloro i quali lucrano sul traffico illegale di migranti». L'operazione consisteva nel potenziamento della precedente missione Constant Vigilance, svolta dal 2004. Dopo "Mare Nostrum" - ovvero dal 1 novembre 2014 - è partita "Triton", la nuova operazione europea per il controllo delle frontiere esterne, gestita direttamente da Frontex, l'agenzia dell'Unione Europea per il controllo delle frontiere. interviste: Vittorio Alessandro - ex portavoce Guardia Costiera Luciano Scalettari - presidente ong Resq