Smaltivano rifiuti nel torrente Valanidi a Reggio Calabria: indagati in 5

Un disastro ambientale che, oltre ad alterare l'ecosistema, ha provocato il rischio di esondazioni. Così il gip del Tribunale di Reggio Calabria ha definito lo sversamento illecito di oltre cinquemila tonnellate di rifiuti speciali nel torrente Valanidi, uno dei corsi d'acqua che attraversano Reggio. Per questa ragione una persona é stata arrestata e posta ai domiciliari dai carabinieri ed altre quattro risultano indagate nell'inchiesta su un'organizzazione criminale che avrebbe gestito un traffico illecito di rifiuti.
La persona arrestata è il 65enne titolare di un'impresa che si occupa di demolizioni e movimento terra. Assieme agli altri indagati avrebbe gettato nel torrente materiale inerte, residui fangosi e scarti da cantieri edili e demolizioni.
Una perizia tecnica disposta dalla Procura ha certificato "la compromissione della morfologia naturale del sito"; lo scarico dei rifiuti "ha inoltre provocato l'incremento del rischio di esondazione in caso di piogge intense, l'aumento del rischio igienico-sanitario, la deturpazione dell'area e danni agli habitat fluviali".
Le indagini sono partite da sopralluoghi dei carabinieri, che hanno accertato come lo scarico avvenisse in pieno giorno.
I reati contestati sono associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, disastro e inquinamento ambientale, attività di gestione di rifiuti non autorizzata e occupazione abusiva di suolo pubblico. Disposto anche il sequestro preventivo dell'azienda, di conti correnti, quote sociali, autocarri, mezzi d'opera ed alcune automobili di lusso. Alcuni degli indagati hanno precedenti in materia ambientale e per associazione mafiosa. In passato avevano subito provvedimenti antimafia e la confisca di una società analoga riconducibile alle cosche di 'ndrangheta.