Un anno dal naufragio di Cutro, tra celebrazioni e superstiti ancora senza documenti

“Mai più” si era urlato, eppure è successo ancora. E ancora continua a succedere. Altre vite si perdono nel Mediterraneo, mentre chi le potrebbe salvare viene fermato; altre speranze si spezzano nei lager e nei campi profughi di nazioni con le quali firmiamo accordi, alle quale diamo soldi e mezzi, coi quali magari poi ci sparano pure addosso. E l'umanità continua a naufragare, mentre le vittime del naufragio di Steccato di Cutro attendono giustizia (magari quella vera) e molti dei superstiti aspettano i documenti. Quelli che potrebbero permettere loro di tornare a Crotone per l'anniversario di quella strage. In tanti tra quelli che su quella spiaggia il 26 febbraio hanno perso i loro familiari, hanno scelto di raggiungere nazioni straniere, per lo più la Germania. Ma dopo le promesse infrante dal Governo italiano, altre promesse sono state infrante dal Governo tedesco, con il tacito accordo dell'Europa: le vittime del naufragio della Summer love, quelle sopravvissute, non hanno ancora i documenti che permetterebbero loro di muoversi liberamente, di lavorare, di conquistare un pezzettino di quella vita per cui hanno rischiato tutto ciò che avevano.
Difficile, dunque, che possano tornare in Calabria a 12 mesi dalla strage che costò la vita a 94 persone (34 di loro erano minori) nel naufragio del caicco mai soccorso dalle autorità europee ed italiane sebbene avvistato più volte in mare e molte ore prima della tragedia. Ci saranno, sicuramente, quelli di loro che hanno deciso di restare in Italia. E prenderanno parte almeno ad alcune delle iniziative organizzate a più livelli per tenere viva la memoria delle vittime, ma anche delle responsabilità di chi non le ha aiutate.
La più significativa si svolgerà sul luogo ed all'ora esatte del naufragio, il 26 febbraio alle 4 del mattino alla foce del fiume Tacina, ancora una volta per iniziativa della testata online Crotonenews.
Dislocate in tre giorni, invece, le iniziative della rete 26 febbraio, nata proprio sulla scia di quella strage. Sabato 24, al mattino una partita di calcio a cura della Onlus ResQ allo stadio Ezio Scida. Nel pomeriggio l'inaugurazione della mostra fotografica di Giuseppe Pipita, a cura del periodico Il Crotonese, presso il Museo Pitagora, dove si terrà anche un concerto con il supporto della Comunità Afgana in Italia.
Domenica 25 una manifestazione nel centro cittadino, e a seguire un incontro pubblico con la partecipazione dei familiari delle vittime e dei superstiti del naufragio. Gli stessi che il giorno dopo, lunedì 26, terranno una conferenza stampa e inconreranno gli studenti in alcune scuole di Crotone e all’Università della Calabria
Ancora, per iniziativa del Comune di Crotone, lungo via Miscello da Ripe verranno piantate 94 tamerici, un albero per ciascuna delle vittime del naufragio, a comporre il “Giardino di Alì”, la piccolissima vittima sepolta nel cimitero di Crotone dopo che nessuno ne ha rivendicato il corpo.
A Cutro, invece, si svolgeranno le iniziative organizzate dalla Regione Calabria. L'inaugurazione della Casa di vetro contenente alcuni resti del naufragio, la consegna di alcune opere d'arte, la proiezione del video “Summer Love” e un appuntamento presso la Chiesa delle Monachelle in cui un violino costruito con i legni delle barche dei migranti suonerà una composizione di Nicola Piovani, mentre verrà letto il testo “Memoria del legno” di Paolo Rumiz.