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Naufragio di Steccato di Cutro, Ceraso: «Mai dimenticare»

Naufragio di Steccato di Cutro, Ceraso: «Mai dimenticare»
«La citazione del capo dello Stato ci ha gratificati, perché quello che è successo il 26 febbraio dello scorso anno ha colpito profondamente tutta la nostra comunità. E' stato un sentimento comune, di profondo dolore. E le parole del Presidente Mattarella servono a tenere i riflettori accesi». Lo ha dichiarato il sindaco di Cutro, Antonio Ceraso, in un'intervista rilasciata all'Adnkronos, in merito alla citazione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel discorso di fine anno riguardo il naufragio avvenuto sulla spiaggia di Steccato di Cutro il 26 febbraio 2023, nel quale persero la vita 94 migranti e decine non furono mai ritrovate. Questo il passaggio del discorso del capo dello Stato: «La forza della Repubblica è la sua unità. Unità non come risultato di un potere che si impone. L’unità della Repubblica è un modo di essere. Di intendere la comunità nazionale. Uno stato d’animo; un atteggiamento che accomuna; perché si riconosce nei valori fondanti della nostra civiltà: solidarietà, libertà, uguaglianza, giustizia, pace. I valori che la Costituzione pone a base della nostra convivenza. E che appartengono all’identità stessa dell’Italia. Questi valori – nel corso dell’anno che si conclude - li ho visti testimoniati da tanti nostri concittadini. Li ho incontrati nella composta pietà della gente di Cutro». «Ringrazio di cuore il Presidente Mattarella - ha dichiarato ancora Ceraso - perché quando la più alta carica dello Stato cita ancora Cutro, vuol dire che quello che è successo deve restare nella memoria. E' un fatto positivo. Io, fin da subito ho detto che i riflettori non dovevano essere abbassati altrimenti si facevano morire una seconda volta tutte queste persone, tra cui tanti bambini». «Lo incontrai lì e ci siamo guardati negli occhi, abbiamo pianto entrambi - continua il sindaco di Cutro, ricordando l'incontro con Mattarella - ci siamo guardati, ci siamo stretti la mano. Senza parlare. Per noi è stato un dramma, lo è stato per tutti e soprattutto per la comunità che rappresento». «Ho una casa al mare ma non sono più andato - afferma ancora Antonio Ceraso - sono immagini indelebili, quelle di febbraio. Non riesco ad andare al mare. Noi a Cutro abbiamo fatto il cimitero islamico, inumato nove persone. Sei senza nome, tra cui un bambino di otto anni. Cercheremo di allestire le loro lapidi, c'è una persona che se ne sta occupando. Per rendere il luogo accogliente. Abbiamo avuto subito la disponibilità davanti alle cappelle gentilizie, con l'Imam e il nostro parroco, don Davide». Il sindaco di Cutro, sempre intervistato dall'Adnkronos, ha preannunciato per il prossimo 26 febbraio una grande manifestazione in occasione del primo anniversario del naufragio: «Insieme con la Regione Calabria e la Prefettura si sta organizzando questo momento di ricordo».