Conclusa la tre giorni d'esercitazione nazionale per i Vigili del Fuoco

Si sono concluse le tre giornate dedicate all'esercitazione nazionale della Colonna Mobile Regionale dei Vigili del Fuoco Calabria che hanno visto attività sul campo nella provincia di Crotone e Cosenza.
Nel piazzale dello stadio Ezio Scida, oltre al “campo base", è stata predisposta la sala operativa mobile del Comando Regionale da dove, in collegamento con il Centro Operativo Nazionale di Roma, al Viminale, sono state virtualmente mobilitate 450 unità provenienti dalle varie regioni d’Italia per fronteggiare oltre 200 richieste di intervento provenienti dal territorio interessato dalla calamità simulata. L’evento ipotizzato è stato una alluvione, come quella accaduta il 14 ottobre 1996 proprio a Crotone.
All’interno del Comando Regionale sono stati testati software ed applicazioni di gestione e mappatura degli interventi di soccorso nell’area dell’emergenza. Le unità dedicate alla Comunicazione in Emergenza hanno realizzato dirette streaming delle operazioni di soccorso, prodotto materiale foto/video e gestito i rapporti con gli organi di stampa.
All'ingresso della città pitagorica sono stati predisposti quattro centri di raccolta e smistamento dei mezzi di soccorso realmente provenuti dai cinque comandi provinciali e dalla Direzione Regionale Vigili del Fuoco della Calabria. Per lo svolgimento dell’esercitazione sono stati impiegate sul campo, complessivamente, circa 200 unità vigili del fuoco ed oltre 80 automezzi.
Tra gli scenari operativi ipotizzati è stato previsto il recupero e trasporto in zona sicura di due automobilisti che, a causa delle forti piogge erano stati trasportati dalle acque del fiume Esaro fino al ponte della Gabelluccia, e lì rimasti bloccati, feriti, nella propria auto.
Altra situazione critica testata ha riguardato il recupero e trasporto in zona sicura della salma di un pescatore che, a causa dell’innalzamento del livello delle acque del fiume Neto e della forte corrente, è stato trasportato in prossimità del ponte di ferro in località Timpa del Salto del Brigante tra Belvedere Spinello e Santa Severina (KR) e lì è rimasto incastrato tra arbusti, anch’essi trascinati dall’acqua.
Un terzo scenario ha previsto l’ipotesi di una importante frana a Cerzeto, comune che veramente è stato interessato da un simile evento nel 2005 tanto da essere abbandonato e da costituire una naturale “palestra tecnica” ove praticare attività di addestramento per operatori specializzati nella ricerca e soccorso in ambito urbano.

















