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Cgil e Uil scendono in piazza contro il governo Meloni

Cgil e Uil scendono in piazza contro il governo Meloni
Una protesta contro la proposta di Legge di Bilancio e le politiche economiche e sociali del Governo: Cgil e Uil sono scesi in piazza a Catanzaro, Cosenza e Reggio Calabria per lo sciopero generale che conclude il ciclo di mobilitazioni proclamati dai sindacati con lo slogan ‘Adesso Basta’. “Vertenza Calabria” e “Piano per Il Lavoro”: sono queste le tematiche al centro degli scioperi calabresi «per l’assenza di interventi in favore del Sud del Paese che non risulta essere nell’agenda dei provvedimenti del Governo». Le dichiarazioni a Catanzaro dei segretari regionali di Cgil e Uil - Angelo Sposato e Santo Biondo.

La mobilitazione a Cosenza e Reggio Calabria

A Cosenza presente il Segretario Confederale Nazionale Cgil Pino Gesmundo: “Oggi manifestano e scioperano i lavoratori e le lavoratrici del Mezzogiorno, una risposta a questo governo che, deve farsene una ragione, non può precettarci tutti. Noi continueremo a essere nelle piazze e a manifestare contro queste scelte di governo che non danno risposte, in particolare al Mezzogiorno. Ma oltre il tema politico, di mezzo c’è la difesa della Costituzione messa in discussione perché antifascista. Capiamo che il Governo ha qualche problema con questo termine, ma questa è la Costituzione, antifascista, che valorizza la democrazia, la partecipazione, a partire dal diritto di sciopero, fino alla possibilità di tenere un Paese unito contro il presidenzialismo, contro l'autonomia differenziata. Le piazze gridano questo e non si fermeranno finché non otterremo risultati”.   "È stata una bella manifestazione – ha detto dal palco di Reggio Calabria la Segretaria Nazionale Flc CGIL Gianna Fracassi - con tanti lavoratori e lavoratrici, pensionate e pensionate che non si arrendono ad una legge di bilancio sbagliata e ingiusta, non si arrendono all’autonomia differenziata che rischia di far arretrare il nostro Paese, oltre che il Sud del nostro Paese, e non si arrendono ad un'ingiustizia sociale che è alimentata da riforme sbagliate come quella fiscale. Oggi siamo stati tutti insieme in piazza per dire “no” a interventi che non danno risposte concrete”.