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Puntare i riflettori sul fenomeno dei minori migranti non accompagnati

Puntare i riflettori sul fenomeno dei minori migranti non accompagnati
Povertà crescente, disagio sociale, dispersione scolastica; ed oggi anche il confronto con la drammatica realtà dei minori migranti non accompagnati. Bambini e ragazzi che affrontano i viaggi verso l'Europa da soli, in fuga da terre che ne mettono a rischio la sopravvivenza, ne calpestano l'infanzia, e che in Italia si ritrovano troppo spesso in strutture pensate per gli adulti, e dunque inadatte e talvolta pericolose. La città di Crotone si confronta quotidianamente con una realtà così complessa, una realtà in cui a troppi bambini (italiani e stranieri) vengono negati alcuni diritti di base. Per questa ragione è stata scelta dall'associazione Sos Villaggi dei bambini per ospitare la prima riunione italiana del Senato internazionale, l'organismo che riunisce i vertici delle nazioni del mondo in cui l'associazione opera dal 1949. Per quattro giorni i membri del Senato sono stati in città, scelta dopo la strage dei bambini avvenuta nel naufragio di Steccato di Cutro. E per richiamare l'attenzione sul fenomeno hanno preso parte – tra le altre cose – ad una partita di tra l'associazione Miti dello sport e rappresentanti della società del Crotone calcio. “La presenza di tanta gente qui, allo stadio – spiega il presidente di Sos Children's Villages, Dereje Wordofa - aiuta ad accrescere la consapevolezza sui bambini che soffrono per guerre, migrazioni, fame. Crotone sta affrontando l'accoglienza dei migranti, che arrivano soprattutto dall'africa: famiglie, bambini, minori non accompagnati che attraversano il mare per raggiungere l'Europa attraverso l'Italia. E talvolta muoiono. Siamo qui anche per rimarcare l'importanza che le istituzioni e tutti i soggetti coinvolti in questo fenomeno uniscano gli sforzi per fare cessare le sofferenze di questi bambini e ragazzi”. Protagonisti, in campo, atleti medagliati alle Olimpiadi, miti moderni come i tiktoker, amici e tesserati del Crotone calcio, ed alcuni ragazzi migranti che oggi vivono nel Cara.