Sequestrati beni per 15 milioni ad imprenditore vicino alle cosche del Crotonese

La Direzione Investigativa Antimafia ha eseguito un decreto di sequestro di beni ai fini di confisca emesso dal Tribunale di Catanzaro - Sezione Misure di Prevenzione, nei confronti di un imprenditore operante nel settore della vendita di dispositivi di protezione e antinfortunistica attualmente ristretto. Questi, nel gennaio 2021, era stato sottoposto ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nell’ambito dell'operazione “Profilo Basso” della DDA di Catanzaro. In primo grado è stato condannato a 30 anni di reclusione per associazione di tipo mafioso.
Dagli atti d’inchiesta - riferisce una nota della DIA - sarebbe emerso il suo ruolo quale imprenditore di riferimento di alcune tra le organizzazioni ‘ndranghetiste più pericolose insistenti in provincia di Crotone. In particolare, avrebbe gestito - in regime di sostanziale monopolio - la fornitura di prodotti antinfortunistici ed ha utilizzato le proprie compagini aziendali per agevolare l’infiltrazione delle cosche nel tessuto economico nazionale. L’imprenditore, attraverso società cartiere, gestite da prestanome, avrebbe emesso fatture per operazioni inesistenti mantenendo un rapporto privilegiato con i vertici delle cosche di San Leonardo di Cutro e di Roccabernarda, con la finalità di agevolare quei sodalizi, come hanno confermato anche le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia e le intercettazioni che hanno restituito l’esistenza e l’operatività di diversi sodalizi e fra questi l’associazione che ha visto, in posizione apicale, proprio l’imprenditore oggi attinto dalla misura; l'uomo poteva contare su una rete di società, strumentali alla realizzazione delle finalità del sodalizio, attraverso l’autoriciclaggio e le intestazioni fittizie.
Gli accertamenti patrimoniali disposti, hanno consentito di rilevare come i beni intestati o, comunque, riconducibili all’imprenditore sono frutto o reimpiego di attività illecite ed, in ogni caso, di valore sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati. Il sequestro riguarda:
- 7 tra imprese con il loro compendio aziendale;
- quote societarie,;
- 11 beni immobili;
- 30 beni mobili;
- 23 rapporti finanziari per un valore complessivo stimato in oltre 15 milioni di euro.