Porto di Gioia Tauro, a rischio 4mila lavoratori: preannunciata manifestazione

Il futuro di 4mila lavoratori a rischio e probabili perdite erariali molto gravi, oltra alla perdita di una leadership alla quale si lavora ormai da anni. La Calabria si prepara a mobilitarsi a tutela del porto di Gioia Tauro, e lo fa attraverso una grande manifestazione unitaria che a metà ottobre vedrà coinvolti lavoratori, sindacati, terminalisti e rappresentanti delle istituzioni. La decisione è stata presa al termine di una riunione nei locali dell’Autorità portuale, ed alla manifestazione dovrebbe esserci anche il presidente della Giunta regionale Roberto Occhiuto, che da tempo sta sollecitando il Governo e la comunità nazionale a fare pressioni sull’Unione europea perché modifichi la direttiva sulle emissioni che rischia di mettere in ginocchio l’infrastruttura.
Il problema è legato al meccanismo contemplato in questa direttiva (cosiddetta Ets), che prevede una tassa sulle emissioni per tutte le navi con una stazza lorda superiore alle 5mila tonnellate. La tassa viene conteggiata al 100% per la sosta delle navi nei porti dei Paesi dell'Unione europea, al 50% per la sosta nei paesi extraeuropei e, addirittura, a zero per le navi portacontainer che, pur attraversando il Mediterraneo, non sostino in porti europei. Se questa direttiva diventasse operativa (e dovrebbe entrare in vigore dall’1 gennaio 2024) i portacontainer avrebbero più vantaggi nell’approdare in porti del Nord Africa, dove pagherebbero tasse più basse, che non nel porto di Gioia Tauro o nei porti italiani. Il che implicherebbe un crollo verticale del transhipment, settore nel quale il porto calabrese è leader.
«A rischio – spiega il presidente dell’Autorità portuale Andrea Agostinelli - c’è il futuro di 4mila lavoratori tra portuali e indotto, e potrebbero verificarsi perdite erariali formidabili. Non dobbiamo dimenticare che il porto di Gioia Tauro è strategico nell’architettura mondiale perché è l’unico porto in cui le grandi navi possono scaricare merci. Agostinelli ha, dunque, chiesto alla delegazione calabrese dell’Europarlamento di sollecitare un confronto con le istituzioni europee; ed al governo di chiedere all’Ue una moratoria.
La manifestazione dovrebbe tenersi all’esterno del porto in una data compresa tra il 16 e il 18 ottobre. Sul tema le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil hanno infine chiesto un incontro urgente al presidente Occhiuto affinché la Regione Calabria – scrivono - faccia sentire e pesare la propria voce.