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«Un uomo fa ciò che è suo dovere fare, quali che ne siano le conseguenze»

«Un uomo fa ciò che è suo dovere fare, quali che ne siano le conseguenze»
“Un uomo fa ciò che è suo dovere fare, quali che ne siano le conseguenze. Questa è la base di tutta la moralità umana”. Per il diciannovesimo anniversario dell'assassinio di suo figlio, Liliana Esposito ha scelto le parole di John Fitzgerald Kennedy. Perchè Massimiliano Carbone il suo dovere l'ha fatto fino in fondo, fino all'estremo sacrificio. È rimasto a Locri vicino a suo figlio, al bimbo nato dalla relazione con una donna sposata, che interessava al clan Cordì – afferma la madre – e che aveva tenuto segreta la paternità del piccolo. Ufficialmente sarebbe stato solo il test del Dna, effettuato dopo l'omicidio di Massimiliano, ad accertare che quel bimbo era davvero suo figlio. Ma lui lo sapeva, ed era rimasto a Locri proprio per stargli vicino, nonostante intimidazioni e minacce. Perché “Un uomo fa ciò che è suo dovere fare, quali che ne siano le conseguenze”. Per mantenere quel segreto di Pulcinella, per una visione distorta e malintesa del concetto di famiglia, di onore, tanto più legati alla mentalità 'ndranghetista, Massimiliano è stato ucciso a 30 anni. Il 17 settembre del 2004, tornando da una partita di calcetto, fu ferito da un unico colpo di fucile all’addome, esploso da dietro un muretto. Morì 7 giorni dopo, il 24 settembre, dopo aver chiesto a sua madre Liliana di prendersi cura del suo bambino. Quel bambino oggi ha 24 anni, ma l'assassinio di suo padre non ha ancora un colpevole. Massimiliano Carbone è una delle centinaia di vittime innocenti delle mafie che non hanno ancora avuto giustizia. Sua madre sa esattamente cos'è successo, e conosce anche il movente, ma la verità giudiziaria non è mai arrivata: l’unico indagato è stato prosciolto e il caso sull’omicidio archiviato nell’ottobre del 2007. Ma Liliana non smette di parlare, di chiedere verità e giustizia, di denunciare una mentalità omertosa e distorta. “Perchè ad uccidere Massimiliano – dice – non è stato solo chi ha sparato. L'ha ucciso la visione malintesa del concetto di Dio, onore, famiglia, che è stata religiosità fanatica e ipocrita”.