Il ciclo illegale del cemento, i reati contro la fauna, il ciclo dei rifiuti ed i roghi (dolosi e colposi). Sono una media di 84 al giorno i reati contro l'ambiente commessi in Italia, con un'impennata legata all'abusivismo edilizio ed agli appalti illeciti. E a pesare ci sono anche i numerosissimi reati di corruzione connessi ad attività che in qualche modo impattano sull'ambiente. A fare il punto è il nuovo rapporto Ecomafia 2023, realizzato da Legambiente, che mette in fila dati e numeri sulle illegalità ambientali nella Penisola.
In un quadro generale che resta molto grave, la Calabria non fa eccezione, quinta nella classifica nazionale con un numero di reati pari al 7,2% del totale. I reati più frequenti sono quelli legati al ciclo del cemento, all'abusivismo edilizio, seguiti da quelli legati al ciclo illegale dei rifiuti ed ai reati contro la fauna. Ma fa riflettere il dato relativo alla corruzione ambientale, dalla realizzazione di opere pubbliche alla gestione dei servizi, passando per la concessione di autorizzazioni alle imprese, in cui la Calabria è prima per numero di persone denunciate. La provincia con il maggior numero di reati è Cosenza, che si colloca al quinto posto nella classifica nazionale dell’illegalità ambientale.
E se le analisi, a livello nazionale, confermano il lavoro importante svolto da forze dell’ordine, enti di controllo e magistratura, mancano per contro risposte coerenti ed efficaci da parte di chi ha responsabilità politiche e istituzionali: deregulation nel nuovo Codice degli appalti invece di semplificazioni; condoni edilizi più o meno mascherati, invece di ruspe.
