F.T.
Politica: approvati in Consiglio Regionale il Bilancio di previsione 2023-25 e la legge sul gioco d'azzardo

Una manovra da circa 5,8 miliardi, in gran parte destinati alla sanità e a spese obbligatorie. Il Consiglio regionale della Calabria ha approvato a maggioranza il Bilancio di previsione 2023-25 insieme a tutti i documenti contabili allegati alla manovra. Si tratta di un bilancio vincolato per oltre l'80% delle risorse: 4,02 miliardi di euro, vale a dire il 69,4% delle risorse, sono infatti destinati al finanziamento del servizio sanitario regionale. Mentre le entrate libere da vincoli, e che dunque si possono utilizzare per finalità autonomamente definite dalla Regione, ammontano a soli 773 milioni di euro, pari al 13,3% delle risorse attualmente iscritte in bilancio. “Un documento contabile improntato al principio della prudenza” aveva chiesto il presidente Roberto Occhiuto, consapevole che il bilancio risente delle ormai endemiche “ingessature” gestionali e normative, della crisi dovuta al rincaro delle materie prime e del costo dell’energia, della riduzione dei trasferimenti statali. La maggior parte delle somme, dunque, potranno essere utilizzare solo per finalità stabilite da altri decisori istituzionali o con questi concordate. Degli oltre 4,02 miliardi destinati alla sanità, gran parte è trasferita alle aziende sanitarie e ospedaliere, mentre le spese per la mobilità passiva si attestano ad oltre 264 milioni di euro. Ancora, “gran parte delle risorse disponibili – si legge nella relazione tecnica al documento contabile - teoricamente soggette ad una manovra discrezionale da parte della Giunta o del Consiglio, è destinata a spese di carattere obbligatorio (personale, mutui, contratti, accantonamenti) oppure utilizzata per far fronte alle emergenze sociali ed occupazionali della Regione. È, dunque, difficilmente rimodulabile senza l’attuazione di riforme capaci di incidere nella dinamica strutturale della spesa. Le spese di funzionamento per il personale del Consiglio e della Giunta coprono circa un quarto della disponibilità totale”.
Passa in Consiglio, seppure tra mille polemiche, anche la “nuova” legge sul gioco d'azzardo, modificata di pochissimo rispetto al testo che aveva suscitato sollevazione popolare della Chiesa, delle comunità terapeutiche, delle associazioni e della società civile. Passa con un piccolo ritocco di due ore nell'apertura delle sale gioco che di fatto non cambia nulla nella sostanza. Sale gioco, sale scommesse, rivendite e altri esercizi abilitati al gioco saranno aperti 13 ore al giorno anziché 15. “Con questo testo si fa un regalo alla criminalità organizzata” ha attaccato in aula Ernesto Alecci del Pd. “Non c’è stato un approfondimento serio, ma un approfondimento passerella” ha aggiunto Amalia Bruni del gruppo misto “Si sta alzando bandiera bianca nel contrasto al gioco d’azzardo”.