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Ergastolo Ostativo: importante convegno a Catanzaro con Gratteri, Di Matteo, Colombo, Gigliotti, Sabato, Petralia, Galliani

Ergastolo Ostativo: importante convegno a Catanzaro con Gratteri, Di Matteo, Colombo, Gigliotti, Sabato, Petralia, Galliani
Importantissimo convegno il 2 dicembre a Catanzaro, con la presenza di relatori molto autorevoli e conosciuti a livello nazionale e internazionale. Tema del confronto a più voci, organizzato dal professor Fulvio Gigliotti (consigliere Csm) del Dipartimento di Giurisprudenza, Economia e Sociologia dell'Università Magna Graecia: “L'Ergastolo Ostativo. Il problema e le implicazioni costituzionali”. La presentazione dell'attualissimo argomento, che ha rilevanza sia per la cultura giuridica europea e italiana, sia per le implicazioni che lo stesso ha in un Paese straordinario ma macchiato dalla pericolosissima presenza di mafie e massomafie, è stata affidata al professor Fulvio Gigliotti, ordinario presso la Magna Graecia, direttore dell'Ufficio Studi del Csm. Ne discuteranno: Antonino Di Matteo, già Pm della Dda a Palermo, dove indagò su questioni strategiche che riguardavano la penetrazione della mafia siciliana nella società italiana, oggi sostituto procuratore nazionale antimafia e componente del Csm; Nicola Gratteri, Procuratore della Repubblica a Catanzaro e coordinatore della Dda, famoso nel mondo per la sua azione legale contro la 'ndrangheta; Gherardo Colombo, già magistrato, noto al grande pubblico nazionale per la storica stagione di Mani Pulite; Raffaele Sabato, giudice della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo; Bernardo Petralia, già magistrato e già capo del Dap; Davide Galliani, professore all'Università di Milano. Modererà il giornalista e saggista catanzarese Massimo Tigani Sava. Previsti diversi interventi di saluto: Giovambattista De Sarro, Rettore della Magna Graecia; Wanda Ferro, sottosegretario di Stato all'Interno; Geremia Romano, direttore del Dipartimento di Giurisprudenza, Economia e Sociologia; Antonello Talerico, presidente del Consiglio dell'Ordine degli avvocati di Catanzaro; Donatella Donato, sostituto procuratore della Repubblica a Cosenza. L'appuntamento (con evento accreditato per magistrati, avvocati e studenti) è per le ore 15.30 di venerdì 2 dicembre, nel campus universitario “Venuta”, aula Giovanni Paolo II. Secondo la Corte europea dei Diritti dell'uomo (Corte EDU) una pena “non riducibile” in assoluto (il classico “buttar via le chiavi”) è contraria all’art. 3 CEDU (Convenzione europea dei diritti umani), che vieta pene inumane o degradanti. L’ordinamento interno italiano (art. 117 della Costituzione) deve conformarsi ai vincoli internazionali (ci sarebbe, altrimenti, per violazione di “norme interposte”, una violazione diretta dell’art. 117 Cost.). Inoltre (art. 27 Cost.), la pena deve avere una funzione rieducativa. Per queste ragioni, in linea di principio, l’ergastolo (almeno potenzialmente) non è un “fine pena mai” incondizionato, perché - ricorrendo certi presupposti (buona condotta carceraria, anzitutto) - dopo un certo periodo di tempo (26 anni, normalmente) l’ergastolano è ammesso a godere di certi benefici (permessi premio, liberazione condizionale, etc.). Se, però, ha commesso taluni gravissimi reati (in particolare, di mafia), l’art. 4 bis dell'ordinamento penitenziario gli preclude l’ammissione ai predetti benefici, salvo che lo stesso “collabori” con la Giustizia. I reati in questione, dunque, “ostano” ai benefici suddetti (da qui l’espressione ergastolo ostativo). La Corte Costituzionale ha ritenuto inammissibile subordinare - per quei reati - l’ammissione ai benefici alla necessità della collaborazione, rilevante essendo, piuttosto, l’interruzione dei rapporti con il sodalizio criminale-mafioso. In data 8 novembre scorso la Corte Costituzionale avrebbe dovuto pronunciarsi sulla legittimità costituzionale di questo assetto (la questione le era stata sottoposta dalla Cassazione). Poiché, però, è nel frattempo intervenuta una sopravvenienza normativa (decreto legge Meloni), la Corte ha rimesso gli atti alla Cassazione per verificare se la normativa sopravvenuta faccia venire meno, o no, i dubbi di legittimità costituzionale. Da questo sommario riassunto di un tema così dirimente, si ricava l'estrema importanza del convegno di Catanzaro, considerato anche il livello altissimo degli interlocutori. Né sfuggirà, sia ai lettori sia al mondo della comunicazione, che poter ascoltare, in un unico incontro, la voce di valentissimi magistrati impegnati in fasi storiche diverse della lotta alle mafie a al malaffare (Colombo, Di Matteo, Gratteri), arricchisce ulteriormente di contenuti la preziosa iniziativa voluta dal professor Fulvio Gigliotti, giurista catanzarese di notevole spessore e talento.