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L'EDITORIALE - È l'Italia che ha bisogno di Nicola Gratteri. Ora vi spiego perché

L'EDITORIALE  - È l'Italia che ha bisogno di Nicola Gratteri. Ora vi spiego perché
La recente inaugurazione della nuova sede della Procura della Repubblica di Catanzaro, nell'ex Convento dell'Osservanza già Ospedale Militare, non è stato il Trionfo di Gratteri, come alcuni hanno detto o lasciato intendere, ma il Trionfo dello Stato. Nicola Gratteri è un Servitore dello Stato, incorruttibile, scrupoloso, dedito al lavoro, animato da spirito di sacrificio, corretto, guidato dall'idea che la cosa pubblica debba e possa funzionare in una logica di diritti garantiti e di giustizia sociale. Gratteri è originario di Gerace, borgo ricco di storia, sintesi di una Calabria che può contare le sue vicende in millenni. Ho già paragonato la tenacia del Procuratore della Repubblica di Catanzaro a quella di un gigante, Tommaso Campanella. Il domenicano di Stilo fu imprigionato per 30 anni circa, soprattutto in orribili carceri napoletane, senza aria e senza luce, incatenato come una belva, torturato più volte, ma non si piegò mai. Mai! Se volete cercare di comprendere fino in fondo di che pasta sia fatta la tempra di Nicola Gratteri leggete uno dei poderosi volumi di Luigi Firpo su Tommaso Campanella. Il Procuratore della Repubblica di Catanzaro, temuto e odiato dalla 'ndrangheta e dalla massomafia, non si piega, non scende a compromessi, non si accorda con nessuno, ascolta ma decide lui, verifica, tira sempre dritto, non ama i bizantinismi sebbene abbia conosciuto ormai a fondo la città capoluogo che non è né greca né bruzia, ma molto vicina ai riti e ai rituali dell'antica corte di Costantinopoli: dietro tanti sorrisi e apparente cordialità si possono nascondere vipere e serpenti a sonagli, traditori della cosa pubblica e banditi affamati. Dimenticate per un attimo la 'ndrangheta della Piana o della Locride, o dei tanti quartieroni di Reggio, o quella vibonese, lametina e crotonese. Catanzaro è città del potere per il potere, senza escludere casi, magari anche numerosi, di approccio positivo e generoso, ma con diversi angoli bui, grigi, oleosi, a partire dalle raccomandazioni, dalle clientele, dalle tangenti, dal rapporto ammalato o addirittura inquinato tra politica, burocrazia ed economia (si leggano a tal proposito le carte delle inchieste della magistratura portate avanti negli ultimi cinquant'anni). E non pensiate, da potenziali ipocriti, ai soli nomi finiti sulle cronache dei giornali. C'è altro! Nicola Gratteri è un'immensa risorsa per l'Italia. La sua grande forza è proprio il suo carattere, modellato da un'indole campanelliana: non rinnegherà mai se stesso e cercherà sempre la verità. Durante la significativa cerimonia di inaugurazione della nuova sede della Procura della Repubblica, presenti tanti rappresentanti dello Stato a partire dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, protagonista di un ottimo intervento, si è avuta la dimostrazione tangibile di quanta stima, radicata e diffusa, ci sia per Nicola Gratteri. Basterebbe risentire le parole dello stesso ministro Nordio sulla sua personale esperienza relativa alle sedi giudiziarie di Venezia, l'antica gloriosa Repubblica, fulcro mondiale della bellezza e dell'armonia. Il pieno recupero, a Catanzaro, anche sotto il profilo storico-artistico, dell'ex Convento dell'Osservanza è un miracolo di sinergie efficaci fra pezzi dello Stato, con la regia attenta del Procuratore Gratteri. Non siamo di fronte all'ennesima incompiuta, ma a un successo dello Stato per lo Stato, del quale potranno beneficiare generazioni di magistrati, impiegati civili, utenti, avvocati, le casse pubbliche. Ecco, quindi, il titolo di questo ragionamento: è l'Italia che ha bisogno di Gratteri e di servitori dello Stato simili a lui. Perché in Calabria e al Sud, ma ormai credo in tutta Italia, non è più sufficiente fare il proprio dovere fino in fondo, ma occorre essere anche dei superman e degli eroi. Altrimenti i risultati non arrivano, la macchina si inceppa, il pericolo delle incompiute è sempre dietro l'angolo. (Massimo Tigani Sava)