Crotone, un protocollo d'intesa perchè i fondi del Pnrr non finiscano alla criminalità

Incrociare le informazioni, confrontarsi e mettere tutti i dati a sistema per evitare che i finanziamenti che arriveranno attraverso il Pnrr non finiscano nelle mani di truffatori o, peggio, della criminalità organizzata. L'allarme sul rischio infiltrazioni nei lavori che riguarderanno i progetti finanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza è stato ampiamente lanciato ad ogni livello; ed è proprio dalla consapevolezza del rischio che nasce il protocollo siglato presso il Tribunale di Crotone da Procura della Repubblica, Guardia di Finanza, Comune e Provincia. Un protocollo pensato per intervenire a monte, con obiettivo la prevenzione. "Perché intervenire con la repressione vuol dire avere già subito un danno gravissimo - spiega il Procuratore Giuseppe Capoccia - Ecco perché ciascuno lavorerà secondo le sue competenze, mettendo a fattore comune le informazioni di modo che tutti possano essere informati di eventuali rischi". "Il concetto chiave - aggiunge il comandante provinciale delle Fiamme gialle colonnello Luigi Smurra - è la circolarità delle informazioni. Qualora gli Enti destinatari dei finanziamenti dovessero rilevare eventuali problemi, avere dubbi o sospetti nelle varie fasi di assegnazione o realizzazione dei lavori, potranno rivolgersi a noi, che possiamo contare su circa 100 banche dati capaci di incrociare le informazioni ed elaborare interventi mirati in tempi brevi". "Una garanzia - aggiunge il sindaco di Crotone, Vincenzo Voce - per chi amministra, e non solo i fondi del Pnrr". Il presidente della Provincia, Sergio Ferrari, sottolinea come l'Ente intermedio gestisca anche la Stazione unica appaltante, e poi aggiunge che "questo protocollo aiuta anche a non allungare i tempi, che sono strettissimi".