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Spazio Salute | La "litotrissia percutanea" nella rimozione dei calcoli renali di medie dimensioni

Spazio Salute | La "litotrissia percutanea" nella rimozione dei calcoli renali di medie dimensioni
https://youtu.be/X2AU_9vJES8 Tra le tecniche adoperate per la rimozione dei calcoli renali, c'è la litotrissia percutanea. "È l'intervento principale - spiega Antonio Greco, urologo del Romolo Hospital di Rocca di Neto - nel trattamento dei calcoli renali più grandi di 2 centimetri. L'intervento si svolge effettuando una puntura percutanea sul fianco del paziente, tramite la quale si riesce ad accedere alla cavità renale con un nefroscopio che ci permette di vedere all'interno dei reni. Una volta individuato il calcolo, si inserisce una sonda che, con l'energia laser o con gli ultrasuoni, va a frantumare il calcolo stesso. I frammenti vengono, infine, aspirati con un'altra sonda". "Il paziente è in anestesia spinale - prosegue Greco - Vi possono accedere praticamente tutti i pazienti, con maggiore attenzione per chi ha problemi cardiovascolari. In questi casi si ricorre alla 'mini-percutanea', in cui la strumentazione utilizzata è molto più piccola e quindi si riduce moltissimo il rischio emorragico. Ridotta anche l'ospedalizzazione: i tempi sono in media tre giorni, con garanzia di successo praticamente assoluta".