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Incendio a Catanzaro: la Procura apre un fascicolo per omicidio colposo e disastro colposo

Incendio a Catanzaro: la Procura apre un fascicolo per omicidio colposo e disastro colposo
La Procura della Repubblica di Catanzaro guidata da Nicola Gratteri ha aperto un fascicolo in relazione all'incendio della notte scorsa dove sono morti tre ragazzi, in cui si ipotizzano i reati di omicidio colposo e disastro colposo. Si tratta di un passaggio obbligato in presenza di vittime e per poter disporre le autopsie e gli accertamenti del caso. Secondo quanto si è appreso in ambienti vicino alle indagini, allo stato non ci sono elementi che possano fare ipotizzare qualcosa di diverso dall'incidente. Tre fratelli morti, altri due ed il padre feriti, la madre che lotta tra la vita e la morte. Perfino la parola tragedia appare sproporzionata per quello che è accaduto poco dopo l'una della scorsa notte in un appartamento al quinto piano di una palazzina popolare dell'Aterp di via Caduti del 16 marzo 1978, nel quartiere Pistoia, nella zona sud di Catanzaro. Nell'incendio della casa in cui vivevano, e sulle cui cause si attende il pronunciamento dei Vigili del fuoco, è stata coinvolta un'intera famiglia di sette persone: nel rogo hanno perso la vita Saverio, Aldo e Mattia Corasoniti, di 22, 16 e 12 anni. Saverio, il più grande, era affetto da autismo. I quattro feriti sono tutti ricoverati ed in gravi condizioni, specie la madre, Rita Mazzei, 41 anni, che ha abbracciato l'unica figlia femmina per tentare di proteggerla dalle fiamme ed ora è ricoverata nel Centro grandi ustioni di Bari con gravissimi danni su tutto il corpo. Molto delicate anche le condizioni della bambina, Zaira Maria, di 12 anni, che è stata ricoverata in un centro pediatrico specializzato di Napoli. Nel reparto Rianimazione dell'ospedale di Catanzaro sono invece ricoverati il padre delle tre vittime, Vitaliano Corasoniti, 42 anni, ed il figlio Antonello, di 14 anni. Due dei tre ragazzi morti avrebbero tentato di salvarsi raggiungendo il balcone dell'abitazione: il fumo che aveva saturato la casa ed i loro polmoni potrebbe però aver fatto perdere loro i sensi, impedendo loro di raggiungere la salvezza. Il corpo della terza vittima si trovava nel bagno. Proprio il balcone che i fratelli hanno cercano di raggiungere ha rappresentato l'apertura attraverso la quale i Vigili del fuoco sono riusciti a salvare i due genitori, la sorella e l'altro fratello. Ogni ipotesi circa l'origine del rogo, il punto dal quale si è sviluppato, i motivi della rapidità con la quale, a detta di testimoni e vicini, si è propagato sono ora al vaglio della magistratura, dei Carabinieri e dei Vigili del fuoco: quel che è certo è che tutto ciò che poteva bruciare nell'appartamento ha preso fuoco, e quindi capire la natura del rogo non sarà semplice, mentre se si fosse trattato di un incendio di propagazione sarebbe stato possibile fare un'analisi più rapida. Dopo un sopralluogo, l'appartamento al sesto piano è stato evacuato per motivi strutturali, mentre quello al quarto piano è stato dichiarato abitabile, malgrado alcune infiltrazioni d'acqua. Il caso di Saverio Corasoniti, la più grande delle vittime, era stato segnalato poco meno di un anno fa da alcune associazioni in una nota indirizzata al Comune ed alla Regione Calabria nella quale si lamentava scarsa attenzione nei confronti dei diritti del ragazzo, specie dopo che la pandemia ne aveva accentuato l'isolamento. Il padre si era rivolto all'amministrazione comunale con un video pubblicato su Facebook col quale chiedeva informazioni su una sua richiesta, protocollata diversi mesi prima.