Confindustria, Bonomi: "Il nuovo Governo intervenga subito sulla crisi energetica"

"Il Governo Draghi è stato fondamentale nel tenere la barra dritta, nella nostra collocazione atlantica, nella Nato, in quello che è successo nel conflitto russo-ucraino. Oggi, non possiamo che augurarci che presto venga formato un nuovo Governo. Ho già espresso l'auspicio che sia un Governo composto da persone autorevoli, competenti, inappuntabile nella sua composizione. Un Governo che confermi la posizione dell'Italia in Europa. Che abbia rispetto delle regole di bilancio, della scelta Atlantica, della condivisione delle misure assunte dopo l'invasione dell'Ucraina. Insomma, che abbia una ferma coerenza internazionale". Così il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, ha aperto questa mattina l'assemblea regionale di Unindustria, a Reggio Calabria, dove ha incontrato il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, insieme al quale ha fatto il punto della situazione dell'economia calabrese. Ma non prima di aver introdotto la questione nazionale, per la quale il numero uno di Confindustria ha espresso preoccupazione, in particolare sulla crisi energetica: "L'Italia è un Paese iperindebitato, con produttività stagnante e bassissima partecipazione al mercato del lavoro. Enormi squilibri tra redditi e capacità di investimento, ed assolutamente non in grado di rispondere da solo all'emergenza energetica ed all'emergenza della sicurezza. Lo avevo detto un anno fa - ha sostenuto il presidente di Confindustria - ci siamo fatti trovare impreparati. E adesso questa fase sta colpendo tutti, perché sta diventando antieconomico persino produrre. Avevamo il 3,8% di Pil nel 2021, mentre ora si prospetta lo 0,6% per il prossimo anno, e molti ci dicono che saremo in territorio negativo. Penso che nessuno possa dire cosa succederà l'anno prossimo".
Sarebbe opportuno agire anche sul gas, secondo il leader di Confindustria, e farlo nel più breve tempo possibile, applicando un tetto al prezzo, perché "le necessità vere non possono essere oggetto di speculazione. E servono misure in Europa che superino i veti, non solo di Orban, ma della Germania, dell'Olanda. Condividiamo le sanzioni, ma dobbiamo essere solidali sugli effetti delle sanzioni. E questo, in questo momento, non sta avvenendo. E la cosa che mi preoccupa di più, che questo atteggiamento irresponsabile sta minando il concetto stesso di Europa. Questo è molto pericoloso. Questo non capiscono a Bruxelles".
Affrontata l'emergenza energetica, bisogna investire sull'industria, secondo Bonomi: "Capisco il disagio dei partiti che vogliono soddisfare le promesse che hanno fatto in campagna elettorale, ma oggi non ci sono risorse per farlo. Ci sarà tempo e modo per farlo, per fare la flat tax, il prepensionamento. Ma oggi le risorse che abbiamo vanno messe a difesa dell'industria. E non lo diciamo per una questione corporativa. Lo dicono i numeri. Senza industria non c'è l'Italia. E' una questione di sicurezza nazionale".
Sempre sulla questione energetica è intervenuto anche il presidente Occhiuto, il quale ha ribadito l'importanza del rigassificatore di Gioia Tauro: "Le emergenze si determinano quando i decisori politici non sono capaci di programmare per tempo. Se il rigassificatore di Gioia Tauro l'avessero fatto 7 o 8 anni fa, oggi il tema dell'energia ci sarebbe, ma non sarebbe così grave, perché quel rigassificatore avrebbe prodotto un terzo del gas che noi prima importavamo dalla Russia. Su questa cosa, noi, il governo regionale, ma anche Unindustria e il presidente Bonomi, siamo intervenuti mesi fa, prima che il problema dell'energia fosse così gigantesco. Ho parlato con Cingolani - ha aggiunto Occhiuto - il quale dice, giustamente, che un rigassificatore galleggiante si fa in sei mesi per cui ora, siccome il tema è l'autonomia in tempi brevi, il rigassificatore galleggiante è un intervento da preferire rispetto al rigassificatore terreste che potrà essere realizzato in 4 anni. Quello che sta succedendo oggi ci dovrebbe insegnare che il tema dell'autonomia e dell'indipendenza energetica noi l'avremo anche fra 3 o 4 anni. Allora il rigassificatore io lo chiedo con forza al governo e sono contento che insieme a me lo chieda anche Confindustria".