TgCal24 flash – le video notizie della giornata in 90 secondi (3 ottobre 2022)

Spazzatura e scarti come catrame e asfalto, copertoni, residui di lavori autostradali nel cippato conferito alla centrale a biomasse di Cutro. E’ quanto emerso dall’operazione dei carabinieri del Comando provinciale di Crotone, coordinata dalla Dda di Catanzaro, che ha portato all’esecuzione di misure cautelari per 29 persone (due sono irreperibili) nel Crotonese. Le persone coinvolte sono considerate appartenenti a una organizzazione che controlla un vasto territorio della provincia pitagorica e sono indagati a vario titolo per associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsioni, traffico illecito di rifiuti, truffa ai danni del Gestore del Servizio Energetico nazionale (Gse), truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche e indebita percezione.
«Questi presunti innocenti hanno gestito il controllo dei boschi, il controllo della Presila, partendo dal Crotonese fino alla provincia di Cosenza. Loro hanno controllato per tanti anni il taglio dei boschi, il trasporto del legname, il conferimento alla centrale a biomasse di Cutro. Il dato anomalo è che per biomasse si intende la lavorazione dello scarto, del cippato della legna che dovrebbe trasformarsi in energia pulita. Un’attività prevista per legge dove si ottengono milioni di euro di contributi. Ma, secondo l’imputazione, questi presunti innocenti nelle biomasse, nel cippato mettevano spazzatura, scarti come catrame e asfalto, copertoni, residui delle lavorazioni sull’autostrada. Questo, secondo l’indagine, ha creato grande inquinamento. Riuscivano in modo mafioso ad accaparrarsi il taglio dei boschi, a conferire a dei soci l’acquisto delle biomasse di Cutro e a inserire spazzatura nel cippato». Lo ha dichiarato il procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, durante la conferenza stampa dell'operazione anti-ndrangheta di oggi.
Bollettino Covid: si registrano oggi in Calabria 368 nuovi casi positivi – su 2.141 tamponi processati – e 5 decessi.
Un uomo è stato travolto e ucciso dal treno Freccia argento, Sibari – Bolzano, in transito tra le stazioni di Mongrassano e Torano Castello, nel Cosentino. La vittima si trovava vicino ai binari. Non è chiara la dinamica di quanto accaduto. I militari stanno lavorando per capire se si è trattato di un suicidio o di una fatalità.