Parte da Rossano il primo corso di formazione per start up ai detenuti in Italia

Parte dal carcere di Rossano il primo corso in Italia "Yes I start up" per detenuti. L'iniziativa nasce nell'ambito del progetto Garanzia Giovani, che questa volta si rivolge ai giovani detenuti, ai quali si garantisce una formazione che consente di avviare un'impresa dopo aver scontato la propria pena detentiva. Si tratta di un progetto pilota ufficializzato da Annarita Lazzarini, responsabile Garanzia Giovani della Regione Calabria, Antonello Rispoli, per l'Ente Nazionale Microcredito, Maria Luisa Mendicino, direttrice dell'istituto, Lenin Montesanto, amministratore unico del soggetto attuatore, e Piero Ridolfo, responsabile dei controlli formativi dell'ente Microcredito. "Con questa iniziativa - dichiara Lazzarini - la Regione Calabria amplia ulteriormente la platea dei beneficiari nell'attuazione del programma Garanzia Giovani. L'esperienza avviata a Rossano rappresenta un vero e proprio valore aggiunto per l'intero Programma, trattandosi di una straordinaria opportunità di reinserimento sociale per i detenuti al termine del loro debito con la Giustizia".
"Yes I Start Up Calabria, con questo progetto - afferma Rispoli - continua a consolidarsi come una buona prassi europea per la creazione d'impresa destinata ai giovani calabresi o che vogliono investire in Calabria. I numeri, e cioè ad oggi quasi 1.600 ragazzi formati e accompagnati nel percorso di consapevolezza rispetto alla propria idea d'impresa e di valutazione della sostenibilità o meno della stessa ed oltre 700 attività già avviate, certificano e rafforzano il primato della Calabria in questo settore". "Attraverso Microcredito e Garanzia Giovani, grazie alla sensibilità della direzione della casa di reclusione e la disponibilità del Centro per l'Impiego di Rossano - dice Francesca Felice, responsabile Formazione del soggetto attuatore - ci auguriamo di poter contribuire, con questo progetto pilota, alla piena affermazione del diritto costituzionale alla formazione per tutti e, soprattutto, al futuro inserimento socio-economico dei detenuti, una volta scontata la pena, che rappresenta una vera sfida".