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Blitz dell'antimafia a Cosenza: svelati i nuovi assetti della 'ndrangheta nel capoluogo bruzio (VIDEO)

Blitz dell'antimafia a Cosenza: svelati i nuovi assetti della 'ndrangheta nel capoluogo bruzio (VIDEO)
https://youtu.be/vcg5EtFrjmY Ha svelato i nuovi assetti della ‘ndrangheta di Cosenza e del suo hinterland la maxioperazione antimafia coordinata dalla Dda di Catanzaro e condotta questa mattina da Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza in diversi centri del Cosentino e non soltanto. Un "sistema" articolato in diversi gruppi "organicamente confederati - spiega una nota - e tutti riconducibili ad una struttura di vertice: nello specifico a due principali gruppi, il "clan degli italiani" nelle sue varie componenti, e il "clan degli zingari" anch’esso con varie articolazioni". Un assetto che si è rideterminato "a seguito delle complesse e altalenanti dinamiche relazionali tra gli stessi, nonché delle numerose vicende giudiziarie, con i relativi diversificati esiti, che li hanno interessati". In tutto le persone indagate sono 202: 39  destinatari di ordinanza di custodia cautelare in carcere; 50 agli arresti domiciliari; 12 raggiunti da obbligo di dimora; 1 da misura interdittiva dello svolgimento di attività professionale. Sono chiamate a rispondere a vario titolo di di associazione di tipo ‘ndranghetistico, associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, aggravato dalle modalità e finalità mafiose, associazione a delinquere finalizzata a commettere delitti inerenti all’organizzazione illecita dell’attività di giochi – anche d’azzardo - e di scommesse, delitti di riciclaggio, autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di beni e valori, nonché in ordine ad altri numerosi delitti, anche aggravati dalle modalità e finalità mafiose. Il provvedimento scaturisce da un'ampia "attività di indagine di tipo tradizionale, consistente in attività tecniche, servizi sul territorio, riscontri “sul campo”, con una parallela attività di acquisizione e analisi di dichiarazioni di numerosi collaboratori di giustizia, corroborati dai relativi riscontri, oltre alla acquisizione di plurime emergenze di altri procedimenti penali". Ha riguardato l’attuale operatività delle organizzazioni criminali nell’area cosentina, che sono passate attraverso una "consistente rimodulazione degli equilibri sul territorio, ad opera di “nuovi” presunti capi e gregari, legati al “nucleo stabile” degli storici esponenti dei gruppi criminali". Ma ha riguardato anche "la struttura e il modus operandi di una delle presunte articolazioni criminali dedite al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti, nel quadro di un presunto “sistema” che governa tutti i rapporti tra i vari sottogruppi criminali della città di Cosenza e del suo hinterland".
In tale contesto, agli indagati vengono contestati i reati di "concorso esterno in associazione mafiosa, estorsioni tentate e consumate, concorrenza illecita, rapina, tentato omicidio, lesioni aggravate, reati in materia di armi, usura con correlati delitti di estorsione per la riscossione del credito usuraio, esercizio abusivo dell’attività finanziaria, utilizzo da parte di detenuti di dispositivi cellulari all’interno di Casa Circondariale, scambio elettorale politico-mafioso ipotizzato con riguardo ad una competizione elettorale amministrativa, truffe aggravate per il conseguimento di erogazioni pubbliche con riguardo a iniziative imprenditoriali, reati contro la pubblica amministrazione (turbata libertà degli incanti, corruzione, violenza o minaccia a pubblico ufficiale), violenza o minaccia per costringere alla commissione del reato di falsa testimonianza, intestazione fittizia di beni, riciclaggio, autoriciclaggio, reimpiego di proventi illeciti, ricettazione, detenzione e cessione di sostanza stupefacente del tipo marijuana, hashish, eroina e cocaina". Contestata anche l'associazione a delinquere "finalizzata all’organizzazione illecita dell’attività di giochi (anche d’azzardo) e di scommesse, nonché delitti di riciclaggio, autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di beni e valori con riferimento alla presunta commistione illecita tra gli interessi di imprenditori del settore e quelli della locale criminalità organizzata per la quale il settore del “gaming” rappresenta una forte attrattiva, in quanto attività estremamente redditizia".

Sequestrati beni per 72 milioni di euro

Contestualmente è stato eseguito il sequestro preventivo d’urgenza  di beni immobili, aziende, società, beni mobili registrati, riconducibili a numerosi indagati, per un valore stimato in oltre 72 milioni di euro. Consistono, tra l'altro, in 78 fabbricati (tra i quali 5 ville, 44 terreni, per un’estensione complessiva di 26 ettari), 57 quote di partecipazioni in attività produttive e commerciali al dettaglio e all’ingrosso in diversi settori (ristorazione con somministrazione, bar, abbigliamento produzione energia elettrica, agricoltura, lavanderie e lavanderie industriali, servizi nel settore dello spettacolo, noleggio attrezzature per spettacoli ed eventi, formazione culturale, edile), 39 complessi aziendali, anche di imprese del settore “gaming” (scommesse on-line e sale giochi e biliardo), 20 ditte individuali attive nei vari settori delle attività produttive e commerciali (ristorazione, strutture turistiche e ricettive, agricoltura, bar, supporto rappresentazioni artistiche, intermediazione finanziaria), 7 associazioni non riconosciute, impegnate prevalentemente in ambito sportivo/ricreativo, uno yacht, un aeromobile ultraleggero, un natante, 70 autovetture, 7 motoveicoli".
L'operazione è stata condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Cosenza, dal personale della Squadre Mobili delle Questure di Cosenza e Catanzaro, e del Servizio centrale Operativo di Roma, dai Finanzieri del Comando Provinciale di Cosenza, del Nucleo di Polizia Valutaria di Reggio Calabria, con il GICO del Comando Provinciale di Catanzaro e lo SCICO di Roma, con il coordinamento della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro,