Sanità: istituito tavolo permanente tra Regione e Ordini provinciali dei medici per indire nuovi bandi

Dopo un incontro con gli ordini professionali provinciali dei medici calabresi ed i rappresentanti degli specializzandi, il governatore Roberto Occhiuto ha deciso di istituire un tavolo permanente tra Regione e ordini provinciali dei medici, al fine di concordare concorsi più attrattivi per invogliare i medici a lavorare negli ospedali calabresi. A seguito della decisione del presidente della Regione, nonché commissario alla Sanità, di reclutare 497 medici cubani per colmare i posti vacanti nelle strutture sanitarie del sistema pubblico calabrese, si è reso necessario ribadire la natura emergenziale di tale decisione. "Ciascuno è rimasto della propria opinione - fa sapere Occhiuto -, ma l'aspetto più importante dell'0incontro è stato quello relativo ai futuri concorsi: l'obbiettivo comune è superare l'impasse degli ultimi anni e riuscire a reclutare medici negli ospedali calabresi. Anche con i rappresentanti degli specializzando ho avuto un confronto positivo. Ho ribadito loro che la Regione ha reclutato in questi mesi tutti gli specializzandi che le università ci hanno m esso a disposizione: ragazzi del terzo, quarto e quinto anno, che prestano la propria opera presso i nostri ospedali. Ho accolto la loro richiesta di indire al più presto tante nuove manifestazioni pubbliche, una per ciascun presidio ospedaliero della Calabria". "È interesse della mia amministrazione - prosegue il Governatore - quella di avere medici italiani, soprattutto calabresi, di qualità, motivati, e assunti a tempo indeterminato. Il distacco transnazionale dei camici bianchi cubani rappresenta, lo ribadisco, una misura emergenziale e una leva alternativa rispetto al ricorso alle società interinali. In questi mesi alcune realtà private che forniscono medici ai sistemi sanitari regionali ci hanno chiesto anche 1800 euro al giorno - più di 50mila euro al mese - per un’unità inviata presso i nostri ospedali. L’intesa con Cuba ci permetterà di avere lo stesso servizio, spendendo esattamente un decimo di quanto altrimenti saremmo stati costretti a sborsare”.