Truffa all'AO di Catanzaro, no vax registrati come vaccinati. Occhiuto: «Licenziamento per i responsabili»

Scoperta una grave truffa che ha coinvolto - "con diversi gradi di responsabilità" - due dipendenti dell’Azienda ospedaliera ‘Pugliese-Ciaccio’ di Catanzaro. Lo ha reso noto il presidente della Regione - nonchè commissario al rientro sanitario della Calabria - Roberto Occhiuto. "Uno dei due - ha detto - rischiava la sospensione dopo l’entrata in vigore dell’obbligo vaccinale anche per gli amministrativi del sistema sanitario nazionale e, grazie alla condotta irregolare del secondo dipendente - anch’egli amministrativo, che in questi mesi ha prestato il proprio servizio in supporto presso il punto vaccinale Ciaccio De Lellis, è riuscito a farsi registrare come vaccinato, nonostante non si sia mai sottoposto ad alcuna somministrazione". Il campanello d’allarme è suonato perché tra la prima e la seconda dose di questo falso ciclo vaccinale risultavano passati solo 7 giorni. Da questa anomalia sono partiti gli accertamenti - sono stati verificati la mancanza del modulo di consenso firmato dal paziente e della scheda anamnestica vidimata dal medico o dall’infermiere - che hanno portato alla scoperta di un vero e proprio, e assai più ampio, sistema fraudolento. Sono stati riscontrati numerosi dati anomali, soprattutto dopo l’entrata in vigore dell’obbligo sul lavoro del certificato verde rafforzato per gli over 50. Il dipendente in supporto al punto vaccinale Ciaccio De Lellis avrebbe registrato come vaccinate circa 50 persone - il numero è provvisorio, in queste ore si stanno effettuando ulteriori verifiche - che in realtà non si sono mai sottoposte alle somministrazioni. L’obiettivo era ovviamente quello di poter accedere, in modo fraudolento, al Super green pass. I due dipendenti dell’AO sono stati immediatamente sospesi ed è stato avviato il procedimento disciplinare nei loro confronti.
"Ho già chiesto al commissario Procopio - ha dichiarato Occhiuto - di essere rigorosissimo nei confronti di chi non rispetta la legge e di chi lucra in modo irresponsabile sulla pandemia, mettendo a repentaglio la sicurezza dei cittadini calabresi: per quanto mi riguarda non c’è alternativa al licenziamento. Allo stesso tempo l’Azienda ospedaliera ha correttamente avvertito il Nucleo antisofisticazioni e sanità dei Carabinieri e provvederà ad inoltrare una dettagliata denuncia alla Procura della Repubblica di Catanzaro. Adesso toccherà anche alle autorità giudiziarie avviare le proprie determinazioni per i risvolti penali di queste condotte".