COVID | Un anno fa l'inizio della campagna vaccinale: oggi Omicron, regole e divieti per Capodanno

Un anno fa, all'ospedale Spallanzani di Roma, iniziava la campagna vaccinale in Italia. 12 mesi dopo sono oltre 108 milioni le dosi somministrate a quasi 48 milioni di italiani, l'88,7% dei quali ha ricevuto almeno la prima, intendendo ovviamente chi ha più di 12 anni. Nell'ultimo mese, i numeri delle vaccinazioni si sono avvicinati a quelli di giugno e luglio, con una media di 500 mila somministrazioni al giorno ed un picco nella settimana prima di Natale, quasi 3 milioni e 700 mila dosi fra il 13 ed il 19 dicembre. E si tratta soprattutto di terze dosi: secondo l'ultimo aggiornamento sono 17 milioni e 200 mila, il che significa finora è stato raggiunto il 55,46% della popolazione al momento oggetto di richiamo. Tuttavia, ci sono ancora oltre 5,6 milioni di persone con più di 12 anni senza alcuna copertura contro il covid. La vaccinazione in età pediatrica, partita dieci giorni fa, finora ha riguardato 168 mila bambini tra i 5 e gli 11 anni.
Intanto, proprio stamattina il commissario straordinario per l'emergenza Covid, generale Figliuolo, ha detto che l'avvio della somministrazione dei richiami, la cosiddetta dose booster, scatterà dal 10 gennaio con un intervallo ridotto a 4 mesi dalla seconda dose. La data fino ad ora era solo un'ipotesi. Secondo Figliuolo, si tratterà di un ulteriore impulso alla campagna vaccinale: "stiamo correndo per cercare di arginare la variante Omicron – ha detto Figliuolo - mi preoccupano ancora gli indecisi, specie nella fascia tra i 30 e i 59 anni, quei 5 milioni e 750 mila italiani che non hanno ancora avuto alcuna dose e che potrebbero dare una mano ad arginare il virus, e soprattutto queste varianti". Il generale ha aggiunto che, nonostante la maggiore contagiosità, per ora non si hanno avendo evidenze cliniche di una maggiore gravità di omicron, ma chi ha fatto il booster è molto più coperto rispetto all'ultima variante.
La quale, però, ha di fatto spento il Capodanno: il nuovo decreto del governo, infatti, ha di nuovo chiuso i locali da ballo e vietato gli eventi in programma per la notte di San Silvestro, che in molti casi a livello locale erano già stati disdetti dai sindaci. Una stretta che ripropone anche la questione degli indennizzi alle attività economiche più penalizzate dalla pandemia: il presidente del sindacato dei locali da ballo, Gianni Indino, ad esempio, ha già chiesto un incontro urgente col governo per chiedere ristori immediati, tempi certi per le riaperture e la rimodulazione delle tasse per le imprese che rischiano di fallire. Il provvedimento governativo non impedisce, tuttavia, di accogliere il nuovo anno in casa ed in compagnia, confidando nel buon senso e nella prudenza per minimizzare il rischio di focolai domestici. Nonostante il record di contagi, che negli ultimi giorni sono stati il triplo rispetto a 12 mesi fa, l'Italia vive infatti le feste di fine anno con più libertà e con la possibilità di ritrovare parenti e amici negata nel 2020, quando tutto il Paese era in zona rossa e c'era il coprifuoco. Non ci saranno veglioni nei locali od in piazza, ma chi ha fatto il vaccino o è guarito dal covid negli ultimi sei mesi, ed ha il super Green pass potrà andare a cena al ristorante. Inoltre, si potranno ricevere ospiti in casa senza alcuna limitazione circa il numero di invitati.
(in foto di copertina, il primo vaccine-day allo Spallanzani di Roma il 27/12/2020)