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Usura ed estorsioni aggravate dal metodo mafioso, 5 arresti tra Crotonese e Catanzarese (VIDEO)

Usura ed estorsioni aggravate dal metodo mafioso, 5 arresti tra Crotonese e Catanzarese (VIDEO)
La Guardia di Finanza di Crotone ha tratto in arresto 5 persone con l’accusa di usura, anche aggravata dalle modalità mafiose, estorsione e abusivismo finanziario. In carcere sono finiti l'imprenditore agricolo di Cutro Giuseppe Turrà (51 anni) e il commerciate al dettaglio Domenico Grande (42 anni). Agli arresti domiciliari ci sono, invece, Salvatore Lorenzano (43 anni, di Crotone) lavoratore dipendente presso cantieri edili; Antonio Franco (45 anni, di Isola Capo Rizzuto) lavoratore dipendente presso una cooperativa di pesca; Antonio Grande (67 anni, di Cutro) piccolo imprenditore agricolo e padre di Domenico. In esecuzione del citato provvedimento cautelare, i finanzieri di Crotone hanno sottoposto a sequestro, nell’ottica di una successiva confisca per sproporzione, un appartamento, un’imbarcazione e depositi bancari per un valore di oltre 130 mila euro, riconducibili, anche attraverso l’interposizione del proprio nucleo familiare, a Giuseppe Turrà. Le indagini, eseguite anche mediante intercettazioni telefoniche, video ed ambientali, hanno consentito di far luce su una "diffusa pratica di concessione “abusiva” di presiti di denaro - spiega una nota - esistente quantomeno dal 2012, nel territorio compreso tra i Comuni di Cutro, Botricello, Belcastro e Isola di Capo Rizzuto". Un'attività che si sarebbe affiancata e sostituita ai canali legali del mercato finanziario, "proliferando e trasformandosi in usura, approfittando delle difficoltà del contesto economico del territorio". In questo quadro gli indagati  avrebbero agito concedendo "prestiti usurai per oltre 100mila euro a 5 piccoli imprenditori locali (operanti nel settore edile e nel commercio al dettaglio) in stato di difficoltà economica, applicando un tasso d’interesse annuo variabile tra il 30 e il 120 % ed ottenendo, anche attraverso minacce e pressioni psicologiche, vantaggi economici per oltre 75mila euro (ad esempio a fronte di un prestito di euro 5mila euro, erogato nel 2013, sono stati corrisposti, nell’arco di 5 anni, interessi per euro 30mila euro)". In uno dei casi di usura contestati – un prestito di 70mila euro a favore di un imprenditore edile di Cutro – i finanzieri crotonesi hanno "accertato che l’usurario, per ottenere la restituzione del capitale e degli interessi, si è avvalso della collaborazione di soggetti intranei alla cosca Grande Aracri. Oltre ai suddetti casi di usura, le attività investigative hanno permesso di delineare 4 episodi di concessione di prestiti non usurari, per un ammontare complessivo di circa 50mila euro, da parte del soggetto cutrese di anni 51, il quale, per non ricadere sotto la lente d’ingrandimento dell’antiriciclaggio, raccomandava ai propri debitori di utilizzare, nei bonifici bancari, causali in linea con l’attività economica svolta". I provvedimenti sono stati emessi dal Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, diretta dal Procuratore Capo, Nicola Gratteri e coordinata dai Sostituti Procuratori, Paolo Sirleo e Domenico Guarascio.