La politica calabrese si confronti sulle gravi emergenze da risolvere e non su assessorati, nomine e incarichi!

Proviamo a elencare le principali emergenze della Calabria. 1. La sanità, tra debito insostenibile accumulato, ritardi e disfunzioni vari, e soprattutto le enormi criticità emerse da tante inchieste della magistratura. 2. La salvaguardia del mare e la rimodulazione generale del sistema della depurazione e degli scarichi fognari; una priorità, questa, strettamente connessa alla tanto decantata risorsa turismo 3. La mancanza cronica di posti di lavoro, fra disoccupazione che sconta percentuali negative da record a livello europeo e fenomeni diffusi di sottoccupazione. 4. Infrastrutture primarie da potenziare e razionalizzare, tra autostrada, superstrade, strade statali (la 106 jonica è ormai un caso nazionale), strade provinciali, porti, aeroporti... 5. Recupero delle aree interne e dei centri storici collinari connesso a una razionalizzazione e interconnessione delle aree urbane. Troppi paesi piccoli o piccolissimi della Calabria stanno soffrendo di spopolamento progressivo e di inevitabile riduzione dei servizi disponibili. Tanti Comuni hanno difficoltà finanziarie e problemi legati alla carenza di personale. 6. Difesa del patrimonio boschivo, prevenzione rispetto agli incendi devastanti, valorizzazione di tutti i settori dell'economia legati al legno e al sottobosco. Ci sarebbe molto da imparare dal Trentino. 7. Politiche adeguate per le micro e piccole aziende, spesso a conduzione familiare, che caratterizzano in maniera prevalente il tessuto economico e sociale calabrese. L'elenco non è completo, anzi è ridotto all'essenziale, ma è sufficiente per porre le basi di politiche finalmente risolutive, adeguate alle sfide da combattere, capaci di trovare risposte efficaci.
Accanto alla descrizione di questo quadro, però, si assiste in questi giorni a un confronto politico, alimentato in verità anche dalla stampa, in cui essenzialmente si parla di Giunta regionale e di posti in Giunta, di equilibri di potere fra i partiti, del ruolo da dare a questo o a quello. Si discute troppo poco di emergenze e problemi da risolvere, di proposte concrete da portare avanti, di questioni legate alla vita reale dei cittadini, partendo ad esempio da tutto ciò che di positivo si potrà fare per affrontare in maniera diversa e migliore la stagione turistica e balneare del 2022. Il neo presidente Roberto Occhiuto in alcune sue dichiarazioni, a partire da quelle sulla sanità, sta lanciando dei segnali ai partiti e alla classe politica in genere. È auspicabile che continui in questa direzione e che inviti le forze politiche a procedere prevalentemente lungo percorsi nuovi. Se si continuerà, invece, a parlare troppo di assessorati, di nomine e poi, magari, di direzioni generali e quant'altro, sarà difficile ipotizzare che la Calabria possa davvero imboccare la strada della tanto attesa rinascita. Cambiare è una necessità inderogabile! Sindacati, organizzazioni di categoria e forze sociali possono dare un grande contributo in questa direzione.