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Processo “Quinta bolgia”, Giuseppe Pugliese assolto con formula piena

Processo “Quinta bolgia”, Giuseppe Pugliese assolto con formula piena
Assolto perché il fatto non sussiste. Ed è quello stesso fatto che lo aveva portato in carcere. La sentenza nei confronti di Giuseppe Pugliese, 50 anni, ex direttore amministrativo dell'Asp di Catanzaro, al termine del processo con rito abbreviato scaturito dall’operazione “Quinta bolgia” è di assoluzione piena. Pugliese, difeso dall'avvocato Francesco Laratta, era stato coinvolto nell’inchiesta che riguardava l’Asp di Catanzaro e il servizio di gestione delle ambulanze e del trasporto del materiale sanitario, e che aveva ipotizzato l’esistenza di un’associazione a delinquere di stampo mafioso che avrebbe controllato il settore. "Giuseppe Pugliese - commenta il suo avvocato difensore, Francesco Laratta - è stato assolto con la formula 'perché il fatto non sussiste'. Eppure Giuseppe Pugliese era stato persino portato in carcere per questo fatto. Eppure il Giudice aveva aggravato gli arresti domiciliari intercettando anche conversazioni con il difensore. Fatti gravissimi che tra l’altro il codice vieta eppure tutto questo è successo. Sembrerà strano ma non sono felice perché quel che è accaduto mi spinge ad avere paura. Può quindi accadere che ti arrestino ti portino in un carcere ed anni dopo un altro , più equilibrato Giudice, ti dica che non avevi fatto niente. Questo deve sapere l’opinione pubblica. Ora posso fumare una sigaretta e rilassarmi".

La sentenza

Il gup ha condannato Franco Antonio Di Spena a 2 anni e 8 mesi, assolvendolo dal reato di associazione mafiosa; Giuseppe Perri, ex direttore generale dell’Asp di Catanzaro, ad 8 mesi escludendo le aggravanti mafiose; Diego Putrino, classe ’82, a 9 anni e 6 mesi; Diego Putrino, classe ’67, e 9 anni e 6 mesi; l'imprenditore Pietro Putrino ad 11 anni; Ugo Bernardo Rocca a 9 anni e 2 mesi; Silvio Rocca a 10 anni e 6 mesi; Vincenzo Torcasio a 9 anni e 4 mesi. Assolti per non aver commesso il fatto i due infermieri dell'ospedale di Lamezia Roberto Frank Gemelli e Sebastiano Felice Corrado Mauceri; assolto perché il fatto non sussiste Giuseppe Pugliese.

L'inchiesta

L'inchiesta della Dda di Catanzaro denominata "Quinta bolgia" a novembre del 2018 aveva portato all'emissione di  24 misure cautelari contro dirigenti medici, infermieri, imprenditori ed operatori nel settore delle onoranze funebri tutti legati all’Asp di Catanzaro ed all’ospedale di Lamezia Terme in particolare. Era stata proprio questa indagine a dare la spinta finale alla decisione di commissariare l'Azienda sanitaria per infiltrazioni mafiose.