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Elezioni Regionali, qualcuno sussurra: Forza Italia tiri dritto e parli a tutta la Calabria

Elezioni Regionali, qualcuno sussurra: Forza Italia tiri dritto e parli a tutta la Calabria
Nei corridoi della politica calabrese si ascolta da qualche tempo un ragionamento: Forza Italia si muova in autonomia per la candidatura a presidente e poi cerchi i consensi dei partiti, perché i giochi di coalizione, inevitabilmente condizionati da scenari nazionali, potrebbero far perdere troppo tempo. In questo ragionamento, che qualcuno in assoluta riservatezza propone, si nasconde anche una reazione a ciò di cui alcuni parlano, e cioè che Nino Spirlì, da facente funzioni, punterebbe a una sua possibile candidatura? Non è detto! Piuttosto dietro una riflessione che assegna a Forza Italia quasi il dovere politico di iniziare un percorso, si nascondono le preoccupazioni di quanti non intendono sprecare tempo utile dietro a una Lega ridimensionata, ritardare i ragionamenti e i chiarimenti sulle liste, dare il giusto tempo al candidato presidente per riannodare i fili di un patto di buongoverno con gli elettori, i cittadini, le categorie sociali ed economiche, l'associazionismo. I "sogni" politici di Spirlì restano relegati a qualche esponente della Lega che non tiene nella giusta considerazione, molto probabilmente, l'evidente calo di tono del partito di Salvini al Sud e in Calabria in particolare. Forza Italia dispone di numerosi uomini idonei a sostenere in maniera vincente, almeno sulla carta, la battaglia per presidente della Regione. Si parte da Roberto Occhiuto, deputato che oggi riveste l'importante ruolo di capogruppo del partito azzurro alla Camera, per passare allo stimato assessore regionale all'Agricoltura, Gianluca Gallo, e finanche al parlamentare reggino Francesco Cannizzaro, o al neo segretario regionale Giuseppe Mangialavori. Nella scuderia di Forza Italia, in Calabria, i cavalli di razza e potenzialmente vincenti sono numerosi. Ritorniamo ai corridoi della politica calabrese. Qualcuno sussurra: Forza Italia tiri dritto con il proprio candidato, parli al centrodestra ma anche al resto della Calabria. Il governo nazionale guidato da Mario Draghi apre le porte a tante soluzioni, perché se occorre salvare l'Italia a maggior ragione occorre salvare la Calabria. Se poi la Lega di Matteo Salvini, dice qualcuno, vuole viaggiare da sola lo faccia pure: si candidi Spirlì a presidente con una propria lista a supporto e si lasci il giudizio agli elettori, si misuri. Il centrodestra unito - si ragiona nei richiamati corridoi - è di sicuro un valore, ma un centrodestra lento e strabico, condizionato dalle logiche non troppo comprensibili di singoli partiti, potrebbe andare dritto verso la sconfitta. Forza Italia potrebbe, peraltro, e considerando anche l'evoluzione interna dell'ex centrosinistra, guardare a tutto un mondo centrista, moderato e riformatore che in Calabria ha radici solide.