I tentacoli sui fondi del Recovery Plan
Per usare un eufemismo, si tratta di una 'ndrangheta 3.0, sempre più inserita nei vari settori produttivi, e che ha approfittato della situazione emergenziale socio-economica per allungare i suoi tentacoli. Secondo quanto riporta la relazione, citando il questore di Reggio Calabria Bruno Megale, uno dei tentacoli potrebbe allungarsi sui fondi del Recovery Plan – il piano di ripresa concordato da Commissione europea, Parlamento europeo e i leader dell'UE per contribuire a riparare i danni economici e sociali causati dal coronavirus: parliamo di 300 miliardi di euro solo per l'Italia; non solo, ma secondo Megale vi è il pericolo di “infiltrazione nei settori della sanità e delle grandi opere”.Legami con la politica
La relazione semestrale della DIA indica – come appurato dalle numerose inchieste delle procure calabresi - che “uno dei punti di forza della ‘ndrangheta sta proprio nella sua capacità di intrecciare legami diretti con qualsiasi tipo di interlocutore: politici, esponenti delle Istituzioni, imprenditori, professionisti. Si tratta di soggetti potenzialmente in grado di venire incontro alle esigenze delle cosche, sicché da ottenere indebiti vantaggi nella concessione di appalti e commesse pubbliche. Per dirla con le parole del Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Giovanni Bombardieri, “è stato ribadito come ormai, anche all’esito di recentissime indagini, siano i politici o gli aspiranti tali a rivolgersi alle cosche al fine di acquisire pacchetti di voti e consenso elettorale, che sarà poi moneta di scambio ad avvenuta elezione…”. L'esempio di tutto ciò è rappresentato dallo scioglimento per per infiltrazioni criminali di vari Comuni non solo calabresi nei mesi esaminati dalla DIA: Amantea (17 febbraio 2020), Pizzo Calabro (28 febbraio), Saint-Pierre (Aosta 10 febbraio).G.L.
