VIDEO | Rinvio del voto regionale in Calabria? Sarebbe una vera emergenza democratica!

Ma perché la Calabria non dovrebbe andare al voto? Perché la Calabria dovrebbe essere privata dello strumento democratico fondamentale, imprescindibile e costituzionalmente garantito al fine di avere un governo espressione del popolo? Sulla stampa quotidiana odierna si ragiona di possibili (ma non ufficialmente espresse) valutazioni circa un eventuale rinvio, addirittura a settembre, delle elezioni regionali calabresi. Ci troveremmo di fronte a una sorta di emergenza democratica, visto che la Calabria è retta da un facente funzioni non eletto che si trova in quella posizione solo per la prematura scomparsa della presidente Jole Santelli. Il Consiglio regionale non è nel pieno delle sue funzioni, mentre attorno al facente funzioni si sono accumulate deleghe su deleghe considerate anche le conseguenze di alcune inchieste giudiziarie. Altre inchieste della magistratura sono intervenute su primari apparati burocratici. La parola, quindi, andrebbe immediatamente restituita al popolo senza rischiare di veder schiacciata la Calabria in possibili giochi politici della partitocrazia nazionale.
La Calabria non può consentirsi il lusso, tra le tante emergenze che ha, di vedere rinviato un appuntamento elettorale di rilevanza strategica. La Calabria ha bisogno assoluto di un governo regionale (tra Consiglio e Giunta) nella pienezza dei suoi poteri. È anche un ragionamento di pesi e contrappesi che in una democrazia è rigorosamente essenziale. Si consideri che alle precedenti elezioni regionali ha votato meno della metà degli aventi diritto al voto (il 44% circa), per cui non ci sarebbero da temere, anche con un'applicazione razionale e puntuale delle regole anti-Covid, fenomeni di assembramento. Né, ormai, considerata la disponibilità di media di ogni tipo, esiste il problema di effettuare campagne elettorali evitando calche di persone che da tempo non hanno più senso. I Calabresi hanno il diritto di andare al voto!