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Venivano pagati più del dovuto: tre dirigenti del Corap indagati per peculato assieme al Commissario

Venivano pagati più del dovuto: tre dirigenti del Corap indagati per peculato assieme al Commissario
Tre dirigenti e il Commissario straordinario del Corap (Consorzio regionale delle attività produttive) di Catanzaro sono indagati per peculato, per irregolarità nella retribuzione riconosciuta loro dall'Ente. Si tratta del commissario Maria Rosaria Guzzi (classe ‘55, di Castrolibero) e dei dirigenti Pasqualino Filella (classe ‘79, di Paola), Francesco Rechichi (classe ‘66, di Reggio Calabria) e Filippo Valotta (classe ‘64, di Vibo Valentia). Nei loro confronti i militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro hanno dato esecuzione a un provvedimento di sequestro preventivo per equivalente per un importo complessivo di 168.666,54. L’indagine è stata avviata lo scorso anno, muovendo da una denuncia sporta dal Revisore unico del Corap, che "segnalava - spiega una nota - irregolarità nella retribuzione erogata dall’Ente in favore dei dirigenti, sin dal momento del loro transito dagli ex Consorzi Provinciali ASI (Area di sviluppo industriale) al neo istituito Corap". I finanzieri hanno verificato come "i dirigenti avevano inizialmente sottoscritto con il Commissario straordinario pro tempore del Corap, accordi contrattuali in forza dei quali il livello di retribuzione loro spettante era stato correttamente parametrato al trattamento economico previsto dal Contratto collettivo nazionale di riferimento valevole per quel settore. Nella sostanza, invece, accadeva che, dopo soli 10 mesi dalla sottoscrizione dell’accordo iniziale, venissero comunque illegittimamente riconosciuti agli stessi tre dirigenti, ulteriori assegni ad personam, per un totale prossimo ai 170.000 euro, introitato dai beneficiari negli anni 2018-2019". "La maggiore retribuzione accordata ai tre dirigenti, per questo indagati a piede libero, era stata “contabilizzata” e corrisposta in forza di scritture private le quali, recepite e tradotte dal Commissario Straordinario con propri decreti, avevano dato luogo all’accreditamento di emolumenti, con inevitabili e conseguenti maggiori oneri finanziari a carico dell’Ente. Le indagini avevano, infatti, accertato plurime e specifiche irregolarità nei provvedimenti di spesa adottati dalla Dr.ssa Guzzi, nella sua funzione di Commissario pro-tempore del Corap poiché costei, in accordo con i dirigenti indagati e in violazione a quanto previsto dalle norme sulla gestione dell’Ente stesso, non aveva mai trasmesso alla Giunta Regionale della Calabria, entro il termine di 10 giorni dall’adozione del provvedimento, gli atti amministrativi e di gestione che, in quanto determinanti una spesa per l'Ente stesso, avrebbe avuto l’obbligo di inviare". Alla luce delle risultanze investigative è stato disposto il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca obbligatoria anche per equivalente, delle disponibilità finanziarie e dei beni immobili dei tre dirigenti indagati, sino alla concorrenza del profitto del reato di peculato, per euro 169.000 circa.