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Lega in Calabria, perché fa "rumore" la chiacchierata di un gruppo di dirigenti locali?

Lega in Calabria, perché fa "rumore" la chiacchierata di un gruppo di dirigenti locali?
Può una semplice chiacchierata tra amici, per quanto dirigenti locali di partito, generare tante domande e partorire altrettanti ragionamenti dietrologici? È accaduto nella Lega, proprio in queste ore, anche a seguito di un ampio servizio di cronaca politica pubblicato dal “Corriere della Calabria”, com'è giusto e naturale che sia per ogni testata attenta alle dinamiche del territorio. Un articolo, peraltro, che prende spunto dalla conversazione fra dirigenti locali della Lega, ma che poi formula un ragionamento tutto suo ovviamente sulla base di proprie autonome fonti. C'è da chiedersi (ripetiamolo, indipendentemente dall'ultra legittimo lavoro di ogni singola testata giornalistica): come mai un innocuo scambio di opinioni fra dirigenti locali leghisti ha suscitato così tanto interesse? Non sarebbe meglio invertire l'ordine dei fattori e chiedersi: perché ci sono tante domande attorno alla Lega in Calabria? Mettendola così, molto probabilmente, si giunge ad avere un quadro più chiaro. Proviamo a dare qualche risposta, quindi, utilizzando anche noi qualche informazione raccolta qua e là. Nella Lega calabrese c'è grande attesa per le decisioni che il leader Matteo Salvini adotterà per l'assetto politico del partito in Calabria. Prima delle vacanze di Natale si era certi che la scelta per il ruolo di Commissario regionale fosse caduta sul sindaco di Taurianova, Roy Biasi. Biasi, già candidato alle regionali del 2020, è riuscito in un'impresa non comune: farsi eleggere sindaco, sotto le bandiere della Lega, senza stringere alleanze con buona parte del centrodestra. Una battaglia politica coraggiosa, quella di Biasi e della Lega, premiata dai cittadini, tanto che fu lo stesso Matteo Salvini, all'indomani del voto, a salutare l'impresa da un palco collocato nel centro di Taurianova, con tanto di bandiere svolazzanti. Biasi aveva addirittura iniziato a muoversi, nei panni di commissario in pectore, attendendo solo che la sua investitura venisse formalizzata con una nota stampa del partito o addirittura con la discesa di Salvini in Calabria. Da quel momento qualcosa sembra essere cambiato. Diciamo “sembra” perché nessuno sa dirci (o nessuno vuole dirci) se le notizie circolate sulla improvvisa mancata o solo ritardata investitura di Roy Biasi siano vere o frutto dei soliti inconsistenti chiacchiericci di una politica poco attenta ai fatti e più propensa ad affidarsi a qualche flebile spiffero. Il tutto avviene in un contesto in cui si registra il moto (abbastanza solitario, dicono alcuni) di Nino Spirlì alla presidenza della Regione, in quanto facente funzioni della defunta Jole Santelli. Non risultano, che si sappia, riunioni tra partito e Spirlì, né a livello regionale né provinciale, eppure il presidente facente funzioni si muove, va avanti, decide, governa. La Lega si è trovata all'improvviso alla guida della Regione, e da qualche tempo lo è senza la presenza di un partito ben visibile. A rendere più acceso il clima le prossime elezioni regionali con gli uscenti tutti in corsa per riconquistare l'ambita poltrona di rappresentanti a Palazzo Campanella. Ed è ancora l'assenza di un partito strutturato a livello regionale che non riesce a far bene inquadrare questa fase delicata, tra voci di nuovi pesanti arrivi (pubblicate sui giornali e mai smentite), nonché indiscrezioni sui possibili candidati (anche tra quanti avevano già tentato la prima volta). Il cronista ha addirittura difficoltà ad ottenere versioni ufficiali dei fatti, non sapendo a chi rivolgersi. Sullo sfondo il “profumo” di Camera e Senato, con più o meno latenti ambizioni varie, e nonostante la riduzione dei posti disponibili il che complica ulteriormente la partita. E se proprio vogliamo contribuire a rendere confuso il quadro, la voce che circola su un possibile nominativo diverso rispetto alla prima opzione che resta sempre quella di Roy Biasi. O no? La Lega esce da una fase gestita da un commissario esterno, il parlamentare bergamasco Cristian Invernizzi, da sempre poco propenso a rilasciare dichiarazioni se non su temi specifici. Un Invernizzi amato da tanti e criticato da qualcuno, come inevitabilmente accade in ogni famiglia politica. Né, com'è notorio, la Calabria è terreno facile per nessuno. Invernizzi coadiuvato, nella sua esperienza, dal responsabile organizzazione Walter Rauti, dinamico professionista calabrese cresciuto a Milano. Entrambi hanno messo su una classe dirigente, provincia per provincia, tentando di conciliare le esigenze per le quali erano stati chiamati a intervenire in Calabria con le difficoltà oggettive di un partito alle prese con ripetuti appuntamenti elettorali, con dinamiche economico-sociali complicatissime, con un sistema politico molto sfilacciato di suo. Torniamo alla chiacchierata dei dirigenti locali della Lega, sulla quale si sa poco anche perché i diretti interessati non sono disponibili a rilasciare dichiarazioni, se non per affermare che si è trattato di una discussione serena con al centro le emergenze più gravi che assillano la Calabria. Facile chiedersi: possibile che non si sia parlato della situazione del partito? A qualcuno abbiamo strappato qualche sillaba in più, e molto poco quindi siamo in grado di riferire: si è in attesa delle decisioni di Matteo Salvini, si è registrata diffusa stima per Roy Biasi, non si è in alcun modo parlato di Invernizzi o di Rauti, si spera che la crescita del partito tenga conto dei grandi sforzi già compiuti. Il tutto, è stato sottolineato ripetutamente, in un'atmosfera di grande serenità, compostezza e lealtà alla causa. Insomma, ci deve essere un po' di tensione nella Lega calabrese se una semplice e innocente chiacchierata tra pochi dirigenti locali suscita tanto interesse. Sul Segreto di Pulcinella, infine, una cosa possiamo dire e che deduciamo da quanto si legge e si dice in giro: le decisioni che Matteo Salvini prenderà sul partito in Calabria spiegheranno chiaramente in che direzione egli vuole che il partito vada, con quali caratteristiche, e da chi vuole che lo stesso sia rappresentato; tali decisioni renderanno esplicite, inoltre, alcune impostazioni di fondo destinate, non c'è ombra di dubbio, ad aprire ragionamenti complessi. Come dire: “A” significherà “A” e “B” significherà “B”. Scelto “A” o “B” in tanti trarranno, evidentemente, le loro conclusioni, riuscendo anche a decifrare meglio la storia passata e recente della Lega in Calabria. Perché in Calabria, la terra che con Pitagora ha insegnato al mondo a pensare, tutto manca tranne che la capacità di ragionare e di capire!

Antonella Iacobino

SULLA LEGA IN CALABRIA LEGGI: https://www.tgcal24.it/regionali-pagano-lega-la-politica-deve-vestirsi-di-legalita-no-a-vecchie-logiche-e-a-personaggi-impresentabili/