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Politica regionale, si attendono decisioni importanti per gli schieramenti e per la Lega

Politica regionale, si attendono decisioni importanti per gli schieramenti e per la Lega
La politica regionale attende, nella parte finale di questo bruttissimo 2020, decisioni importanti. Tra singoli partiti e schieramenti sono diversi i nodi da sciogliere. Le due principali coalizioni (centrodestra e centrosinistra) non hanno ancora lanciato i nomi dei rispettivi candidati presidente. Nel centrodestra pare che la scelta, comunque da condividere con gli alleati, spetti a Forza Italia. La concomitanza o quasi, però, di altri appuntamenti elettorali più importanti, come quelli di grandi città, potrebbe rimescolare le carte. Nino Spirlì, esponente della Lega ed attuale facente funzioni, ha dichiarato di non essere interessato a succedere a se stesso, ma qualcuno sussurra che un pensierino ce lo faccia, com'è peraltro naturale che sia. Anche Wanda Ferro, parlamentare di Fdi, pare abbia voglia di misurarsi una seconda volta, in un contesto allo stato più favorevole. In Forza Italia i rumors danno in prima fila Gianluca Gallo, assessore regionale uscente all'Agricoltura. In campo anche Roberto Occhiuto, parlamentare di Forza Italia e fratello dell'uscente sindaco di Cosenza sul quale, nella tornata elettorale precedente, pesò il veto di Matteo Salvini ma, forse, anche qualche problemuccio di natura politica all'interno del proprio partito. La parola "rinnovamento" non sembra essere di moda nel centrodestra, nonostante il peso di inchieste giudiziarie che al di là del coinvolgimento diretto di questo o quel personaggio indurrebbero ad avviare una fase di generalizzati cambiamenti profondi. Nel centrosinistra, allergico anch'esso, in buona parte, al tema del ricambio, pesa da qualche settimana a questa parte il caso Reggio Calabria che ha visto coinvolto un esponente locale di primo piano. Se da un lato il centrosinistra sembra intenzionato a ribadire il primato della politica, escludendo quindi percorsi improntati alla logica di un civismo ritenuto ancora un po' immaturo e probabilmente non maggioritario, sul nome del candidato presidente restano forti dubbi. Il "sogno" di investire il parlamentare Marco Minniti, già ministro dell'Interno, sembra allo stato destinato a rimanere nel campo delle cose non fattibili. Altri nomi, per quanto più praticabili, fanno sognare di meno. La cruda realtà parla di una situazione certo non facile da portare a sintesi. Venendo ai partiti, dovrebbe essere vicina l'investitura di Roy Biasi a commissario regionale della Lega, nomina a firma Salvini data già per scontata e la cui notizia è ampiamente circolata per settimane. Il sindaco di Taurianova, eletto in un contesto in cui la Lega ha avuto il coraggio di sfidare avversari e potenziali alleati, è una figura molto ben vista dalla stragrande maggioranza del partito. Si sussurra (facendo leva forse sulla mancata ufficializzazione di Biasi) che frange minoritarie della Lega starebbero premendo per altre possibili soluzioni le cui logiche, però, apparirebbero poco chiare ai più, e rischierebbero quindi di aprire forti polemiche su alcuni errori politici compiuti nel passato.

Antonella Iacobino