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Sequestrate 71 villette su demanio marittimo a Caminia: per i pm si tratta di "un ecomostro diffuso"

Sequestrate 71 villette su demanio marittimo a Caminia: per i pm si tratta di "un ecomostro diffuso"
71 villette costruite sul demanio marittimo, a pochi metri dal bellissimo mare di Caminia di Stalettì, sono sotto sequestro da questa mattina. Carabinieri e Guardia costiera, su disposizione del gip di Catanzaro Giulio De Gregorio, hanno proceduto al sequestro preventivo degli immobili, accompagnato da un'ordinanza di sgombero alla quale i proprietari dovranno adempiere entro 90 giorni. 68 in tutto gli indagati, per la realizzazione di costruzioni ritenute abusive perché costruite su una fascia di terreno pubblico. Un “ecomostro diffuso”, lo ha definito la Procura della Repubblica, che deturpa il paesaggio ed impedisce l’uso pubblico dell’area, garantito invece dalla legge. Tra le strutture sequestrate c'è anche un intero complesso turistico costituito da diversi bungalow e da un parcheggio a servizio. Quella delle villette di Caminia in realtà è una storia che si trascina da decenni. A partire da quando, sul finire degli anni 60, iniziò la costruzione di immobili praticamente sul mare, per lo più seconde case per la villeggiatura di famiglie catanzaresi benestanti. Peccato, però, contesta la Procura, che per quelle costruzioni (realizzate negli anni) non esistano concessioni, né autorizzazioni. E che di queste 'pecche' i proprietari degli immobili fossero perfettamente consapevoli. Tra l'altro l'area interessata - una fascia di terra di quasi 6mila metri quadri compresa tra la spiaggia e la linea ferroviaria – risulta essere di proprietà non del Comune di Stalettì, ma del demanio marittimo dal 1876, quando fu espropriata da parte dell’allora Società delle Strade Ferrate per il Mediterraneo proprio per realizzare la ferrovia. E a sottolinearlo c'è anche – scrivono gli inquirenti - una sentenza del 2016 della Corte di Cassazione. Nessun valore avrebbe, dunque, la delibera comunale che nel 1964 programmava una lottizzazione a Caminia, portata come giustificazione per la costruzione degli immobili. Un semplice atto programmatico, che secondo gli inquirenti non sostituisce i permessi di edificazione, e non si può equiparare ad una concessione che comunque dovrebbe essere individuale. E che in ogni caso riguarderebbe un'area di cui il Comune non può disporre...perché non è sua. In assenza di alcun titolo edilizio, insomma, e accertata la natura demaniale del terreno interessato, ai proprietari degli immobili viene contestato l'abuso edilizio, l'impedimento dell’uso pubblico di uno spazio demaniale e l'invasione di terreni pubblici, per di più sottoposti a vincolo paesaggistico. Non solo...perché secondo il Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico Regionale quell’area è caratterizzata da alti livelli di rischi e pericoli connessi all’erosione costiera, frane e alluvioni o inondazioni.

Con il sequestro disposto dal gip, gli immobili verranno affidati in custodia all’ufficio demaniale competente. Le villette dovranno essere sgomberate dai rispettivi proprietari entro 90 giorni, e subito dopo in contrada Caminia arriveranno le ruspe.

Per i pm si tratta di "un ecomostro diffuso che, nonostante sollecitazioni giudiziarie extrapenali e penali meno invasive, continua ad ergersi sul demanio deturpando il paesaggio, impedendo l'uso pubblico dell'area, rivendicando, quasi arrogantemente, il diritto all'impunità". La richiesta è firmata dal procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, dall'aggiunto Giancarlo Novelli e dal sostituto Graziella Viscomi ed è stata accolta dal gip Giulio De Gregorio.