Corruzione, indagato l'ex consigliere regionale Parente: assunzioni in struttura in cambio di una delibera

La Guardia di Finanza di Catanzaro ha eseguito un provvedimento di sequestro preventivo ai fini della confisca di 37.682,80 euro, emesso nei confronti di Claudio Parente, ex consigliere regionale e presidente del gruppo consiliare Forza Italia, indagato peculato e corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio. L’indagine vede coinvolti anche due consiglieri comunali di Catanzaro, Francesco Gironda (classe ’68) e Giuseppe Pisano (classe ’77), iscritti nel registro degli indagati per corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, e scaturisce da due avvenimenti solo apparentemente non collegati fra loro.
Il primo è l’approvazione di una delibera del Consiglio Comunale di Catanzaro (la n. 95/2018), con la quale il 13 settembre 2018 l’assise municipale ha deliberato favorevolmente (con il voto conforme anche di Gironda e Pisano) in ordine alla possibilità di cedere un terreno di proprietà comunale all’associazione interregionale “Vivere Insieme”, operante principalmente nel settore dei servizi sanitari in convenzione.
L’altro è l’assunzione, a opera di Parente, del fratello del consigliere Gironda e della convivente del consigliere Pisano quali suoi collaboratori a tempo determinato nell’ambito della struttura speciale a sua disposizione presso il Consiglio Regionale.
Gli approfondimenti investigativi, riferisce la Guardia di Finanza, mettono in relazione i due avvenimenti nel quadro di un accordo corruttivo fra i tre indagati: Parente è, infatti, risultato essere amministratore de facto di “Vivere Insieme”, nel cui interesse la delibera 95/2018 era stata votata, mentre Gironda e Pisano risultano aver assecondato Parente, ottenendo pertanto quale contropartita l’assunzione dei due congiunti nella struttura speciale dell’ex consigliere regionale. Al fine di ricompensare i consiglieri comunali, Parente si sarebbe quindi appropriato dei fondi regionali destinati al reclutamento di personale da adibire alla propria struttura speciale, utilizzandoli indebitamente per remunerare il fratello e la convivente dei due consiglieri comunali.
La somma oggetto di sequestro, pari a 37.682,80 euro, costituisce quindi il profitto del delitto di peculato realizzato da Parente e corrisponde al totale dei compensi erogati dal consiglio regionale della Calabria ai due congiunti di Pisano e Gironda, nell’ambito dell’incarico indebitamente loro conferito da Parente stesso.