Antonella Iacobino
Centrodestra in Calabria, basta con il deprimente balletto dei nomi per le Regionali!

La Calabria non ha più voglia di assistere al balletto dei nomi per la candidatura a presidente che il centrodestra ha messo già in scena circa un anno fa. Lo stesso ragionamento vale per il centrosinistra, che però non è al governo e quindi può svolgere con maggiore serenità il ruolo di opposizione. Il centrodestra, invece, sta vivacchiando al governo di una regione che meriterebbe ben altro approccio politico. La Calabria, infatti, necessita di una grande svolta, sempre tanto attesa e promessa ma mai realizzata, connessa a un Progetto Politico di enorme respiro. Il centrodestra questo Progetto strategico non lo ha né definito né, soprattutto, spiegato agli elettori, mentre il tempo passa a inseguire il nome del possibile candidato a presidente. Molti osservatori delle cose politiche danno quasi per impensabile una proposta unitaria attorno a Nino Spirlì, esponente della Lega che dopo la morte di Jole Santelli sta svolgendo il ruolo di facente funzioni. In questi giorni, tra veti reali o presunti, diretti o indiretti, sostegni forti o più incerti, si sta discutendo della possibile scesa in campo di Roberto Occhiuto, deputato forzista fratello minore del sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, di Wanda Ferro, deputato di Fratelli d'Italia, così come di altre personalità. Una sorta di “balletto”, consumato a suon di dichiarazioni, comunicati stampa, interviste o rielaborazioni giornalistiche, che non serve a nulla, che disorienta gli elettori e i cittadini, che fa perdere ancora di più fiducia nella politica.
Abbiamo già scritto che le probabili concomitanti elezioni amministrative in città italiane di primissimo livello (Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna) relega ancora una volta la Calabria ad un ruolo politico marginale, con i partiti impegnati a chiudere accordi più generali. Povera Calabria! Vittima sacrificale dei propri errori, certo, delle proprie ataviche emergenze, non c'è dubbio, ma anche di un perdurante atteggiamento colonialista da parte di partiti nazionali cui sfuggono le reali esigenze dei territori. Intanto anche i movimenti cosiddetti civici non sono riusciti a fare sintesi, subendo magari anche qualche forma di personalismo di troppo. I cittadini calabresi hanno tanti buoni motivi per essere stufi di una politica molto lontana dalla sufficienza e premieranno senz'altro le novità positive, le persone qualificate, le proposte più legate al concetto di cambiamento!