Farmabusiness: un intero Dipartimento regionale riorganizzato per spianare la strada a FarmaItalia

Per spianare la strada alla nascita del Consorzio FarmaItalia l'assessore regionale al Personale Domenico Tallini avrebbe addirittura riorganizzato il Dipartimento che in Regione Calabria è preposto al rilascio delle “Autorizzazioni ed alla fattibilità di distributore e depositario di medicinali”. Sostituendo di fatto una funzionaria poco accomodante con un altro più “gradito”.
Quello che emerge dalle carte dell'operazione Farmabusiness è un coinvolgimento sempre più intenso e diretto di Domenico Tallini nella vicenda che riguarda la costituzione del primo Consorzio per lo smistamento di farmaci in Calabria.
“Quando lo chiamiamo, lo vedi subito. Tac...a disposizione”. Così Domenico Scozzafava parla di Mimmo Tallini il 2 dicembre del 2013. Per poi aggiungere, otto giorni dopo e con un altro interlocutore: “Non hai capito che quello che gli dico io Mimmo deve fare!”. È in questo lasso di tempo che il coinvolgimento dell'esponente politico catanzarese nella vicenda si fa più evidente, dopo un primo periodo di grande prudenza in cui – scrivono gli inquirenti – Tallini evita possibili intercettazioni, oltre che incontri potenzialmente 'imbarazzanti'.
Ma nelle prime due settimane di dicembre arriva il momento di concretizzare la nascita del Consorzio, e dunque arriva anche un suo coinvolgimento più diretto. “In questa fase, infatti - si legge nelle carte dell'inchiesta - Scozzafava non si limita a chiedere l'intervento di Tallini in Regione, ma lo coinvolge anche nelle trattative per l'acquisizione del magazzino da adibire al deposito dei farmaci”.
Tallini, dunque, si muove su due fronti: “Mentre partecipava attivamente alla scelta del capannone ed alle relative trattative per l'acquisizione dello stesso, si muoveva sui fronte dell'amministrazione regionale, della quale lui stesso faceva parte come assessore al Personale. Infatti procurava un incontro di Scozzafava, De Sole e Sisca con la funzionaria responsabile U.O. "Farmacie" e monitoraggio "Parafarmacie" presso il Dipartimento Tutela della Salute - Settore "Area LEA"- Servizio Politica del Farmaco, preposta al rilascio delle "Autorizzazioni ed alta fattibilita di distributore e depositario di medicinali". Un incontro che sembra non andare nella direzione desiderata, tanto da indurre De Sole a telefonare all'assessore davanti alla funzionaria “per tentare di ammorbidirla”.
È a questo punto – scrivono gli inquirenti – che Tallini “fa addirittura 'spostare una montagna'; utilizzando il suo potere di assessore Regionale riorganizzerà il Dipartimento interessato, facendo si che una persona 'gradita' potesse assumere l'atto autorizzativo”.
In intercettazioni successive – scrivono gli inquirenti - tutti riconosceranno Tallini come assolutamente indispensabile, perché senza di lui l'impresa non sarebbe neanche partita”.
E si tratta di una impresa – proseguono – nella quale l'assessore regionale “aveva compreso di poter sfruttare l'occasione su due fronti: quello imprenditoriale e quello politico. Sul fronte imprenditoriale, il suo diretto interessamento anche alla scelta del capannone ed alle trattative per acquisirlo dimostrano che egli aveva "fiutato" sin dall'inizio la possibilità di una sua compartecipazione nell'attività imprenditoriale (poi concretizzatasi attraverso l'impego di suo figlio). Sul fronte politico, aveva gia un saldo accordo con Scozzafava come dimostrano gli atti relativi alla formazione delle liste per le candidature alle elezioni amministrative nel Comune di Sellia Marina e la proiezione degli interessi del Tallini in ambito regionale.