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Commissariamento della sanità in Calabria, post di Calderoli (Lega): Gino Strada? A questo punto scegliere la Rackete!

Commissariamento della sanità in Calabria, post di Calderoli (Lega): Gino Strada? A questo punto scegliere la Rackete!
Il reiterato commissariamento della sanità calabrese è entrato a pieno titolo nel dibattito politico nazionale. Dopo le generalizzate contestazioni sulla nomina di Zuccatelli al posto del dimissionario Cotticelli, effettuata dal Governo Conte (una vicenda che nel suo complesso ha messo in luce molti dei limiti della lunga stagione commissariale), nella giornata di oggi è circolata sui media la notizia sulla possibile nomina di Gino Strada quale Commissario della Sanità in Calabria, o quale responsabile (al fianco di Zuccatelli) dell'emergenza Covid. A tal proposito, Roberto Calderoli, responsabile organizzativo federale della Lega, ha lanciato in serata un post su Facebook. Eccolo: "Ma al posto che sostituire, in appena 48 ore, il loro nuovo commissario governativo Zuccatelli con Gino Strada invocato dalle Sardine a questo punto il Governo perché non nomina commissario alla sanità calabrese la capitana Carola Rackete? Tanto ormai...". Ovviamente il commento dell'autorevole esponente della Lega ha un tono sarcastico che, però, nasconde un giudizio politico amaro sull'atteggiamento che il Governo Conte sta avendo nei confronti della difficile situazione sanitaria della Calabria. Mentre la Regione Calabria, oggi guidata dal presidente facente funzioni Nino Spirlì, anch'egli esponente della Lega, prova a incidere positivamente, con rapidità e determinazione, sui ritardi accumulati dalla gestione commissariale nel potenziamento delle strutture sanitarie finalizzato a contrastare al meglio la prevedibile seconda ondata Covid (si ascolti l'intervista rilasciata da Spirlì che spiega i contenuti dell'ordinanza firmata questa mattina: https://www.tgcal24.it/coronavirus-ordinanza-della-regione-che-dispone-234-posti-covid-dedicati-e-10-terapia-intensiva/), il Governo centrale assume decisioni politiche che si aprono a diverse critiche. E Roberto Calderoli lo sottolinea con una pacata ironia che nasconde profonda delusione per l'ipotesi di coinvolgimento del fondatore di Emergency. In Calabria sono molti, intanto, a chiedersi perché nella veste di commissari debbano giungere sempre dei "non calabresi", quasi che nella regione non esistano professionalità ed esperienze idonee per rivestire tali importanti incarichi. Alcuni ritengono la scelta di commissari "non calabresi" alla stregua di una insopportabile e insostenibile politica colonialistica che deprime l'orgoglio del Sud e della Calabria.