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Truffa ai danni del Servizio Sanitario Regionale: sequestro di 10 milioni alla clinica Villa S.Anna (VIDEO)

Truffa ai danni del Servizio Sanitario Regionale: sequestro di 10 milioni alla clinica Villa S.Anna (VIDEO)

I finanzieri del comando provinciale di Catanzaro hanno dato esecuzione a un’ordinanza cautelare emessa nei confronti della clinica privata “Villa S. Anna” di Catanzaro, nota struttura sanitaria nonché centro di riferimento regionale di alta specialità per il trattamento e la cura delle malattie cardiovascolari. L’indagine è stata avviata all’inizio del 2019, e all’esito dell’attività investigativa, su richiesta della Procura, il Gip ha disposto:

  • nei confronti di due persone (il legale rappresentante e il direttore generale della clinica “S. Anna”) la misura cautelare personale del divieto temporaneo (per mesi 12) di esercitare attività professionali o imprenditoriali, anche con riferimento a incarichi direttivi di persone giuridiche, indagati per reati di truffa aggravata e continuata ai danni del servizio sanitario e frode nelle pubbliche forniture (artt. 640, comma 2, n. 1, 356, 81 e 110 cod. Pen.);

  • nei confronti della clinica “s. Anna” e di tre persone fisiche (oltre ai due sopra citati, anche a carico del direttore sanitario pro tempore) il sequestro preventivo finalizzato alla confisca, anche per equivalente, delle somme di denaro profitto dei reati contestati, per un importo totale di oltre 10,5 milioni di euro.

Oggetto delle investigazioni è stata la gestione del reparto Utic (Unità Terapia Intensiva Coronarica), ufficialmente operante all’interno della clinica, ma che, in realtà, non è mai entrato in funzione. Sin dal 2013, infatti, la casa di cura era accreditata presso il Servizio Sanitario Regionale alla gestione di posti-letto Utic. Al termine delle attività, è emerso inequivocabilmente che il reparto in questione non era mai stato concretamente avviato, risultando privo di attrezzature conformi agli standard del servizio Utic e del personale medico e paramedico adeguatamente preparato e in numero idoneo a garantire un’efficace turnazione e assistenza “h24”. I pazienti cardiologici acuti, pertanto, venivano assistiti e trattati non presso l’inesistente Utic, come normalmente sarebbe dovuto accadere, ma nei reparti di Cardiologia o di Terapia Intensiva Post-operatoria, mentre i posti letto ufficialmente destinati al reparto Utic ospitavano ricoveri ordinari. Grazie a tale sistema fraudolento, la casa di cura è così riuscita a ottenere tra il 2013 e il 2019 dal Servizio Sanitario Regionale un illecito profitto di oltre 10 milioni di euro.

Sul totale di tali somme, pari a 10.564.934,10 euro, il Gip del Tribunale di Catanzaro ha disposto la misura cautelare reale del sequestro preventivo ai fini della confisca, anche per equivalente, trattandosi del profitto dei reati contestati in concorso fra loro a:

  • Rosanna Frontera, 56 anni, di Catanzaro, legale rappresentante della casa di cura “Villa S. Anna s.p.a.”;

  • Giuseppe Failla, 65 anni, di Catanzaro, direttore generale della clinica;

  • Gaetano Muleo, 75 anni, di Catanzaro ma residente a Perugia, direttore sanitario della casa di cura dal 2010 e fino ad agosto 2019.

I responsabili risultano peraltro iscritti nel registro delle persone indagate anche per il reato di “violenza o minaccia per costringere taluno a commettere un reato” (art. 611 cod. Pen.) in quanto, una volta appreso dell’esistenza dell’indagine in corso da parte della Guardia di Finanza, avrebbero minacciato alcuni medici in servizio presso la casa di cura di andare incontro a conseguenze sul piano lavorativo e personale, nel caso in cui non avessero ritrattato o quantomeno rimodulato le dichiarazioni rilasciate alla Polizia Giudiziaria circa il mancato funzionamento del reparto Utic.

Ulteriori approfondimenti sono in corso al fine di valutare il coinvolgimento di ulteriori dipendenti della clinica nonché delle strutture pubbliche (es. Asp di Catanzaro e Regione Calabria), deputate alla gestione e alla verifica dei requisiti organizzativi, strutturali e tecnologici necessari per l’accreditamento delle strutture sanitarie private.