Sanità, a fine ottobre scade il Decreto Calabria: il Ministero valuterà con la Regione

Si è svolto ieri a Roma, al Ministero della Salute, l'incontro di Cgil, Cisl e Uil con il ministro Roberto Speranza sull’emergenza sanità in Calabria. Le tre sigle sindacali hanno rivolto una serie di richieste, ribadendo l’urgenza di passare dal Piano di rientro al Piano di rilancio del Sistema Sanitario Regionale. Questi i punti principali discussi al tavolo:
1) "modifica del Decreto Calabria, in particolar modo nella parte riguardante i poteri commissariali. Nessuna proroga per la vigenza del Capo I del Decreto Calabria (Capo I - Disposizioni urgenti per il Servizio sanitario della Regione Calabria) i cui termini spireranno il prossimo 1° novembre. Individuare i soggetti da destinare alle gestioni commissariali tra professionalità manageriali di comprovata esperienza nei processi di organizzazione e reingegnerizzazione dei sistemi sanitari regionali e territoriali.
2) Apertura di un confronto con la struttura commissariale e con il Dipartimento alla Salute della Regione su:
stabilizzazione e assunzioni di personale sanitario; riqualificazione e formazione del personale; modifica piano operativo rispetto alla riorganizzazione e al miglioramento della rete ospedaliera, del servizio emergenza-urgenza e della medicina del territorio; rapporti tra SSR e Università di Catanzaro per la funzionalità e la coerenza con la programmazione nazionale e regionale dell’Azienda ospedaliera universitaria di riferimento; internalizzazione servizi in appalto e relativo personale.
3) Sostituzione con effetto immediato del commissario per il Piano di rientro dal debito sanitario della Calabria e del sub commissario per l’inadeguatezza dell’azione rispetto al ruolo e al compito loro affidati.
4) Proroga del commissariamento delle Asp sciolte per infiltrazione mafiosa e affiancamento ai commissari prefettizi di direttori, sanitario ed amministrativo, di comprovata esperienza. I poteri conferiti ai commissari cui vengono affidate le Asp o le AO sciolte per mafia devono essere finalizzati ad intensificare i controlli e le verifiche sulla gestione degli appalti, sui servizi esternalizzati, sulla politica degli accreditamenti delle strutture private, sui percorsi di carriera e le nomine dei responsabili delle unità operative complesse e semplici. Urgono interventi mirati e risolutivi in relazione al malaffare che continua ad imperare nel SSR della Calabria.
5) Necessità inderogabile dell’adeguamento della struttura commissariale. Sia la struttura commissariale che il Dipartimento della Salute della Regione Calabria necessitano con urgenza di personale. Entrambe le strutture sono, infatti, sprovviste di personale sia dirigente che impiegatizio.
6) Sterilizzazione del debito sanitario per un periodo congruo, al fine di non compromettere la possibilità dell’utilizzo di risorse necessarie per un opportuno rilancio delle politiche sanitarie regionali.
7) Utilizzo del MES al fine di un’ulteriore opportunità di rafforzamento e miglioramento del Servizio Sanitario Regionale. Aprire un immediato confronto sull’utilizzo e la destinazione di tutte le risorse stanziate dal Decreto Cura Italia, dal Decreto Rilancio e dal Decreto Agosto per rafforzare i sistemi sanitari regionali al fine di fronteggiare e arginare l’emergenza da Covid-19. Queste risorse dovranno essere finalizzate a rendere strutturali i processi di adeguamento e di potenziamento dell’intero Sistema Sanitario calabrese. Ad oggi non è stata fornita alle OO. SS. alcuna informazione sulle iniziative adottate dalla struttura commissariale e dal Dipartimento alla Salute della Regione in relazione alla pandemia. Nessuna risorsa è stata distribuita ai territori, che hanno affrontato l’emergenza con risorse dei propri bilanci o provenienti da donazioni.
8) Serve una mappatura chiara e definitiva sui Centri Covid, sulle strutture autorizzate ad eseguire i tamponi e a processarli, sulla fornitura di DPI e sull’individuazione del personale sanitario da destinare all’emergenza Covid.
9) Urge l’adozione di protocolli regionali e linee guida per un’uniforme gestione in tutta la regione dell’emergenza da Covid-19.
10) Urge imbastire un sistema di relazioni sindacali, al momento inesistente, con la struttura commissariale e con il Dipartimento alla Salute della Regione Calabria".