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Oppido Mamertina: ai domiciliari per il rischio Covid, aggrediscono una persona e tornano in carcere

Oppido Mamertina: ai domiciliari per il rischio Covid, aggrediscono una persona e tornano in carcere

Erano stati ammessi agli arresti domiciliari per mitigare il rischio legato al Covid 19, ma il beneficio della detenzione domiciliare gli è stato revocato in seguito ad una aggressione. Per questa ragione i Carabinieri della Stazione di Oppido Mamertina hanno riportato in carcere Antonio Paiano cl. 75 ed il cognato Bruno Cirillo cl. 80, in esecuzione di un provvedimento emesso dal Tribunale di Sorveglianza di Reggio Calabria.

Paiano era in carcere dall’1 aprile 2017, data nella quale era stato tratto in arresto perché ritenuto colpevole di tentata estorsione. Il cognato stava invece scontando la pena dal novembre 2015, condannato per il duplice omicidio “Timpano-Mammone”, avvenuto il 27 settembre 1999.

"Tra febbraio ed aprile - spiega una nota - nell’ambito delle misure adottate per il contenimento della diffusione del rischio d'infezione da Covid-19 negli istituti penitenziari, la pena detentiva in carcere cui erano sottoposti, era stata sostituita con quella meno afflittiva degli arresti domiciliari ma, già ad inizio agosto, approfittando del beneficio loro concesso di assentarsi dal domicilio dalle ore 10.00 alle ore 12.00, luogo di detenzione degli arresti domiciliari, per “sopperire ad essenziali bisogni personali”, i due uomini hanno nuovamente dato prova della loro pericolosità aggredendo una persona". Il riferimento è ad un episodio che si è verificato il 5 agosto scorso. "Alle ore 10 circa del mattino - prosegue la nota - Antonio Paiano ed il figlio Rocco si sono recati davanti casa della vittima a bordo di una motocross guidata dal padre, entrambi senza casco, e per alcuni minuti sono rimasti ad osservare il malcapitato che, ignaro di tutto, stava pulendo la propria auto in strada. Dopo pochi minuti sono sopraggiunti Bruno Cirillo ed il fratello Domenico a bordo di una Fiat Panda con cui hanno bloccato il traffico. A quel punto i 4 uomini hanno aggredito la vittima a mani nude, colpendola ripetutamente". Una "spedizione punitiva" che ha convinto i giudici del Tribunale di Sorveglianza di Reggio Calabria a revocare il beneficio degli arresti domiciliari,  e a disporre la reclusione di entrambi presso il carcere di Palmi.