Vai al contenuto
PUBBLICITÀ

Coronavirus, attenzione puntata sull'ospedale dell'Annunziata di Cosenza e sul porto di Gioia Tauro

Coronavirus, attenzione puntata sull'ospedale dell'Annunziata di Cosenza e sul porto di Gioia Tauro
Tre persone positive in più, una proveniente da fuori regione e due riferite alla festa di Reggio Calabria che ha finora causato 18 infezioni, ed un totale di 160 casi attivi. In estrema sintesi è questo il bilancio essenziale del Covid in Calabria fino a ieri pomeriggio e dopo ventiquattr’ore di superlavoro per i laboratori delle aziende sanitarie calabresi, che hanno processato ben 1.676 tamponi. Nella nostra regione, che come sappiamo ha anticipato il Governo circa la chiusura di discoteche e sale da ballo, si vive sospesi tra il timore di una forte risalita dei contagi, che è in atto ma resta sotto controllo, ed i sospiri di sollievo per due focolai molto temuti e che nelle ultime ore sembrano essersi ridimensionati. Per quanto riguarda l’ospedale di Reggio Calabria, tutte e nove le persone che giovedì scorso erano risultate positive tra medici, infermieri, pazienti ed accompagnatori sono risultate negative al tampone effettuato ieri. Una sola delle 160 persone sottoposte a screening è risultata positiva al test ed è stata ricoverata nel reparto di malattie infettive ma lo scenario peggiore sembra ormai scongiurato, anche se il livello di attenzione da parte della direzione aziendale dell’ospedale resta alto e per ora le misure di sicurezza che avevano blindato i reparti non sono state revocate. Anche i timori per i giovani che nello scorso fine settimana avevano frequentato le due discoteche di Soverato in cui era stato un ragazzo di Girifalco che poi ha scoperto di essersi ammalato, ed è ora ricoverato nell’ospedale di Catanzaro, si stanno affievolendo anche se il provvedimento di chiusura dei locali che ne è scaturito ha accelerato la stretta sulle discoteche a livello nazionale. Il tam-tam sui social, sui quali lo stesso ragazzo positivo ha esortato gli altri a fare i controlli, ha condizionato la vigilia di ferragosto, spingendo centinaia e centinaia di ragazzi a cercare di fare il tampone e le autorità sanitarie ad allestire delle tende pre-triage a Soverato, Catanzaro Lido e Lamezia Terme, per non rischiare di intasare gli ospedali e di alimentare l’eventuale contagio. Alla fine sono stati praticati circa 1.200 tamponi, 400 dei quali devono ancora essere analizzati: cinque i contagi finora rilevati, tutti di Girifalco come il primo paziente che aveva dichiarato la propria positività, ma in nessun caso si tratta di persone che avevano frequentato le discoteche. Insomma, il contagio si è diffuso ma in maniera limitata e non in discoteca, come si temeva, ma nel paese del primo caso positivo, nel quale continua l’opera di tracciamento per circoscrivere la diffusione. Le ultime preoccupazioni riguardano, piuttosto, l’ospedale dell’Annunziata di Cosenza ed il porto di Gioia Tauro. A Cosenza, la direzione ospedaliera ha invitato a sottoporsi al tampone tutti coloro che hanno avuto a che fare con un uomo di Roseto Capo Spulico, febbricitante dopo essere tornato da un viaggio in Lombardia, ricoverato per due giorni nel reparto di Medicina e che il 13 agosto è risultato positivo. Oltre che medici ed infermieri dello stesso reparto, si tratta degli operatori del pronto soccorso, dell’accettazione e di ogni altra persona a rischio. A Gioia Tauro, è stato trovato positivo un dipendente portuale: i tre colleghi che lavorano con lui sono in isolamento, ma lo screening per verificare un eventuale diffusione del contagio sarà molto più ampio.