Incarichi nelle Strutture della Regione? Ci si dimetta dai ruoli di partito!

Si ha un incarico nelle Strutture speciali della Regione, siano esse relative al Consiglio o alla Giunta? Sarebbe giusto e sacrosanto dimettersi da eventuali ruoli di partito. Vale per il centrosinistra, vale per il centrodestra. Gli incarichi nelle Strutture speciali della Regione (Presidenti di Consiglio e Giunta, Assessori, Presidenti di Commissione, singoli Consiglieri regionali, ecc. ecc.) sono molto ben remunerati se acquisiti al 100%, cioè al massimo del potenziale sancito dalle norme. Ma non sono da sottovalutare neanche quelli cosiddetti al 50%, cioè pari alla metà del totale consentito: parliamo sempre, infatti, di cifre che variano dai 1.200 ai 1.500 euro al mese netti che possono cambiare la vita a un giovane calabrese senza lavoro o proveniente da un lavoro precario. Peraltro questi incarichi lasciano la porta aperta anche ad eventuali proprie attività professionali, per cui costituiscono una straordinaria integrazione di tipo finanziario, oltre che relazionale, per quanti hanno la possibilità di goderne. Si tenga presente, peraltro, che nelle Strutture speciali c'è spazio anche per dipendenti stessi della Regione o comunque provenienti per comando da altre amministrazioni pubbliche: anche per questi soggetti, in maniera diversa tra Consiglio e Giunta, sono previste delle indennità.
Torniamo ora alla possibile relazione esistente fra membri di Strutture della Regione, inevitabilmente legati a un rapporto fiduciario con il soggetto che li ha nominati, ed eventuali incarichi di partito. Qui si assiste a una degenerazione di natura politica che occorre al più presto sanare. I partiti devono avere il ruolo fondamentale di cerniera fra società e palazzi, fra istanze provenienti dalla popolazione e istituzioni, elaborando piattaforme programmatiche ma anche svolgendo una puntuale e costante verifica sull'operato degli eletti. Una verifica che compete sia nel ruolo di forze di opposizione, ma anche in quello di forze di maggioranza. Altrimenti si rischia un inaccettabile corto circuito. Se un soggetto riveste entrambi i ruoli, e cioè quello di componente di una Struttura speciale, collegata direttamente al politico di turno, e di dirigente di partito, da quale lato della bilancia farà pendere il proprio operato? Da quello di natura strettamente fiduciaria, che è anche remunerato, o da quello di tipo prettamente politico che invece è fatto di puro volontariato? Dalla bocca di un dirigente di partito inserito in una Struttura speciale potrebbe mai uscire una critica forte all'operato di un politico eletto con il quale si è suggellato un patto fiduciario spesso ben remunerato? Potrebbe, ad esempio, chiederne le dimissioni per scarso rendimento politico? Improbabile! I partiti calabresi sono chiamati, tutti e nessuno escluso, a fare questa attenta riflessione al fine di recuperare il massimo di credibilità in una società in cui, com'è noto, le critiche sulla qualità della vita politica sono continue e spesso tonanti. Occorre al più presto sancire l'incompatibilità assoluta fra presenza nelle Strutture speciali e ruoli dirigenziali di partito. In una Calabria in cui i 1.200 euro al mese possono significare sopravvivenza, o allontanarsi dall'imminente disagio dell'emigrazione, o liberarsi, con benefici per un'intera famiglia, dal peso di mutui e rate varie, non si può far finta di niente. Non è giusto farlo!
Un capitolo a parte, ma ne parleremo a breve, riguarda poi l'ingresso nelle Strutture speciali di consiglieri e assessori comunali, o addirittura di sindaci. Per oggi ci fermiamo qui!