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Il patrimonio d'arte restituito alla collettività in un anno di attività dei Carabinieri del Nucleo Tpc di Cosenza (foto)

Il patrimonio d'arte restituito alla collettività in un anno di attività dei Carabinieri del Nucleo Tpc di Cosenza (foto)
L'operazione "Achei" e l'operazione "Antiques". Sono le due principali attività messe a segno nel 2019 dai Carabinieri del  Nucleo Tutela patrimonio culturale di Cosenza, che hanno presentato l’attività operativa relativa allo scorso anno. Un'attività nel corso della quale i militari hanno recuperato migliaia di reperti archeologici, frutto di scavi clandestini, sequestrato diversi beni d’antiquariato, tra cui importanti dipinti commercializzati in Calabria e provenienti da furti in abitazione consumati in tutta Italia, nonché diverse opere d’arte contemporanea false. Il valore dei beni recuperati ammonta a oltre 10 milioni di euro. Operazione “Achei” La complessa indagine ha messo in luce l’esistenza di un'articolata associazione criminale, con base nel Crotonese ma con ramificazioni in altre regioni del territorio nazionale ed estero, dedita agli scavi clandestini ed alla ricettazione di materiale archeologico trovato negli stessi scavi.  Le fasi del traffico illecito sono state documentate attraverso intercettazioni telefoniche ed ambientali, riprese video, pedinamenti, sequestri, fino ad arrivare alla vendita a collezionisti finali. Sono state documentate molteplici aggressioni in danno di siti archeologici calabresi, tra i quali “Apollo Aleo” di Cirò Marina (Kr), “Castiglione di Paludi” e “Cerasello” nel Comune di Pietrapaola (Cs). Significative le immagini realizzate con un drone, che testimoniano la violenza con cui, in un’area di grande interesse archeologico, il gruppo criminale ha operato degli scavi clandestini utilizzando un escavatore. "Le acquisizioni investigative - spiega una nota - hanno altresì certificato collegamenti con alcuni soggetti esteri legati al traffico di reperti archeologici. Le attività di indagine nei vari Paesi coinvolti (Francia, Germania, Inghilterra e Serbia), sono state condotte in sinergia con le Forze di Polizia estere e coordinate da Europol, che ha organizzato uno specifico meeting operativo, ed Eurojust, per il coordinamento delle Autorità Giudiziaria coinvolte nell’attività investigativa. Le misure cautelari personali disposte dal Gip del Tribunale di Crotone sono state 23, di cui 2 in carcere e 21 ai domiciliari. Contestualmente sono state effettuate ulteriori 80 perquisizioni, eseguite in tutto il territorio nazionale nonché in Inghilterra, Francia, Germania e Serbia. Destinatari delle stesse sono state persone indagate nell’ambito del medesimo procedimento, alle quali sono stati notificati i relativi avvisi di garanzia. L’attività d’indagine ha consentito, inoltre, di recuperare più di 3.800 reperti archeologici nonché numerosi attrezzi ed apparecchiature utilizzate, all’interno di diversi ed importanti siti archeologici della Calabria, per eseguire le illecite ricerche di beni archeologici. Operazione “Antiques” L'inchiesta, condotta con il contributo del Nucleo TPC di Napoli e coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, ha consentito di dare esecuzione a sette misure cautelari, disposte dal Gip di quel Tribunale, con le quali sono stati disposti gli arresti domiciliari nei confronti di altrettanti membri di un’associazione per delinquere, con base a Napoli e Brescia, finalizzata alla ricettazione ed alla illecita esportazione di beni antiquariali, provento di attività delittuosa, sui mercati francesi di Beziers, Montpellier ed Avignone. Nella circostanza, sono state deferite in stato di libertà ulteriori diciannove persone e, contestualmente, si è data esecuzione a 27 perquisizioni locali eseguite sull’intero territorio nazionale. L’attività d’indagine ha consentito di recuperare numerosi beni di rilevanza storico – artistica, dal Seicento all’Ottocento italiano, provento di furto ai danni di abitazioni private, per un valore di circa € 500.000,00. Molti beni sono stati sequestrati al valico di Ventimiglia: un funzionario del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo ne ha quantificato il valore economico complessivo in circa € 1.500.0000. Inoltre, molti beni sono stati esportati in territorio francese senza la prescritta autorizzazione ministeriale. In particolare, si tratta, prevalentemente, di elementi di arredo antico e di pregio, quali: sculture in marmo e bronzo, consolles, dipinti su tavola e su tela, suppellettili in argento, in ceramica e in porcellana. I numeri • nr. 28 persone arrestate su ordinanza dell’A.G.; • nr. 2 persone arrestate in flagranza di reato; • nr. 145 deferite in stato di libertà, di cui 31 per reati contro il paesaggio; • nr. 43 beni antiquariali recuperati; • nr. 3.859 reperti archeologici; • nr. 6 controlli di sicurezza a musei, biblioteche ed archivi, finalizzati a prevenire i reati di furto e danneggiamento; • nr. 48 controlli ad aree archeologiche finalizzati a prevenire attività di scavi clandestini; • nr. 42 controlli ad aree paesaggistiche e monumentali finalizzati a prevenire abusi edilizi; • nr. 27 controlli ad attività antiquariali, fiere e mercatini di settore finalizzati a prevenire i reati di ricettazione e riciclaggio.