Nella cittadina in provincia di Parma un intero quartiere venne posto sotto sequestro, con 13 alloggi confiscati consegnati nel 2018 alla Guardia di Finanza. Il 55enne, considerato l'ideatore dell'operazione immobiliare e proprietario dei terreni che, passando da agricoli a edificabili, l'avrebbero resa possibile,è stato rinviato a giudizio a Reggio Emilia e deve essere giudicato per reimpiego di capitali illeciti con l'aggravante mafiosa.
In base a verifiche patrimoniali e finanziarie, condotte dalla Dia, sarebbe emersa una sproporzione tra i redditi dichiarati dal 65enne e i beni nella sua disponibilità. Le operazioni, condotte in collaborazione con la Dia di Firenze e di Catanzaro e i Carabinieri del Comando provinciale di Parma, hanno portato al sequestro di 23 immobili, tra fabbricati e terreni, in Emilia-Romagna, Lombardia e Calabria, 6 società di capitali, 6 autoveicoli oltre a diversi rapporti bancari.'Ndrangheta in Emilia: sequestrati beni per 10 milioni ad un 55enne di Cutro

La Dia di Bologna ha sequestrato beni, immobili e società, per un valore di oltre 10 milioni di euro a Francesco Falbo, 55enne di Cutro e domiciliato a Sorbolo, in provincia di Parma. Il provvedimento è stato emesso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Bologna, presieduto da Giuseppe Caruso, su proposta del procuratore capo Giuseppe Amato e del pm Beatrice Ronchi della Dda.
Il nome di Falbo è emerso nella maxi inchiesta 'Aemilia', che nel 2015 rivelò gli interessi dei clan calabresi in Emilia-Romagna, come collegamento tra l'organizzazione mafiosa e l'imprenditoria locale. Secondo le indagini, è risultato coinvolto nel cosiddetto 'affare Sorbolo', operazione di lottizzazione immobiliare con la quale, in base agli accertamenti degli investigatori, veniva reimpiegato il denaro della cosca 'Grande Aracri' di Cutro.