Le operazioni, con il coordinamento sul territorio del Comando Provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria, dei Carabinieri del Nucleo Subacquei Messina (Motovedetta e Aliquota Subacquei) e della Sezione Addestramento del Centro Carabinieri Subacquei di Genova (operatori ROV e Side Scan Sonar), consistono nella prospezione strumentale dei fondali – fino a 300 m di profondità – con side scan Sonar, relativa verifica dei target di interesse mediante l’ausilio del ROV e nella successiva verifica visiva, alle profondità consentite, da parte dell’Aliquota Subacquei Messina e del Funzionario Archeologo subacqueo2.
"Il segretariato regionale del Mibact per la Calabria - si legge in una nota - d’intesa con la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia, hanno ravvisato la necessità di potenziare le azioni a tutela della legalità dell’agire amministrativo, in materia di beni culturali sommersi, attraverso la prevenzione e il contrasto ai fenomeni di danneggiamento e trafugamento del patrimonio culturale sommerso".
Le operazioni sono condotte sotto la Direzione Scientifica del Funzionario archeologo subacqueo, Dott.ssa Alessandra Ghelli, e presenziate dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Cosenza al Comando del Capitano Bartolo Taglietti.
