Tamponi non processati e congelati in Calabria: la denuncia in un file audio (VIDEO)

È un operatore del servizio 118 che parla, non si sa di quale azienda sanitaria per salvaguardarne l'anonimato. Dice che una parte dei tamponi effettuati sui calabresi rientrati nella terra d'origine dopo il 4 maggio non è stata processata. Che è arrivato un ordine che dice di non portarli nei laboratori e di congelarli. Il file, un mp3 in cui la voce è stata volutamente distorta, è stato diffuso questa mattina dal deputato calabrese del Movimento Cinquestelle, Francesco Sapia, che fa parte della Commissione Sanità della Camera, e che lo ha anche consegnato in una denuncia presentata alla magistratura ed alla Corte dei Conti. Non solo: Sapia ha investito della questione il Presidente del Consiglio, Conte, il ministro della Salute, Speranza, il vice ministro, Sileri, ed i prefetti delle cinque province calabresi. La persona che parla afferma che forse c'è un problema di reagenti, e dunque esisterebbe una difficoltà nel processare i tamponi, ma poi conclude che questo finisce per inficiare i dati effettivi del contagio in Calabria, e dunque incide sulla tutela della salute delle persone. Ovviamente, per prima cosa le parole di questo audio dovranno essere accuratissimamente riscontrate, e dunque dev'essere appurata la veridicità di quanto viene raccontato. Ed anche Sapia dovrà specificare com'è entrato in possesso di questa nota vocale. Sta di fatto che da questa mattina, quando il messaggio ha iniziato a circolare pubblicamente, tutto l'universo che si muove attorno all'emergenza-coronavirus in Calabria è in subbuglio. Nel diffondere l'audio, lo stesso Sapia si è spinto ad affermare che se il contenuto del messaggio corrispondesse al vero dovrebbero obbligatoriamente essere riviste le misure di contenimento adottate e che si stanno adottando, poiché esisterebbe il rischio che i dati calabresi possano non essere conformi alla realtà delle cose. Nel bollettino della Regione degli ultimi giorni i contagi sono stati molto pochi: giovedì scorso erano stati tre, venerdì solo uno, sabato e domenica tre, ieri appena due. Numeri estremamente rassicuranti da un paio di settimane, tanto da indurre la presidente della Regione, Santelli, ad entrare in aperto conflitto col Governo a suon di ordinanze. Intanto, le vittime in Calabria sono salite ad 83 dopo la morte di una donna di 87 anni di Calopezzati e di un uomo di 59 anni di Scala Coeli. Ora Cosenza è, alla pari con Catanzaro, la provincia che conta il maggior numero di decessi: 33.