Coronavirus, salgono a 66 le vittime in Calabria: morto un 51enne del Crotonese

Le vittime del coronavirus in Calabria sono diventate 66 dopo la morte, la notte scorsa, di un uomo di 51 anni di Cirò Marina che era ricoverato da poco più di un mese al Policlinico "Mater Domini" di Catanzaro. Si tratta del sesto decesso in provincia di Crotone, la seconda per Cirò Marina. La vittima era un militare della Capitaneria di Porto di Crotone che negli ultimi anni aveva partecipato a numerose operazioni di salvataggio in mare di migranti. La curva dei contagi in Calabria si mantiene stabile: finora sono 901 le persone che hanno contratto il virus, e l'età media di chi è risultato positivo al tampone è di 55 anni, 7 in meno rispetto alla soglia nazionale, che è di 62 anni. Il maggior numero di infetti si riscontra nella fascia tra 60 e 69 anni, 147 persone, poi ci sono i 141 positivi che hanno tra 50 e 59 anni ed i 121 della fascia tra i 40 ed i 49 anni. Gli anziani sembrano essere più protetti che altrove: nella fascia 70-79 anni si sono ammalate 79 persone, solo due in più rispetto ai 20-29enni. Ed anche fra ultraottantenni ed ultratrentenni la differenza è minima. Ci sono pure 40 casi fra i 10 ed i 19 anni, e 17 casi fra 0 e 9 anni.
Oggi, le segreterie regionali e della provincia di Catanzaro della Cgil e dello Spi, il sindacato dei pensionati, hanno fatto sapere di essere pronte a costituirsi parte civile nell'eventuale processo sui 21 decessi alla casa di riposo "Domus Aurea" di Chiaravalle Centrale che potrebbe scaturire dall'inchiesta in corso da parte della Procura di Catanzaro.
In Calabria c'è massima attenzione per scongiurare il rischio di spostamenti per gite e scampagnate, che oltre a non essere autorizzabili e giustificabili sarebbero scellerati in un momento del genere. Il sistema dei controlli è scattato già da ieri ed andrà avanti fino a lunedì: presidiate le principali strade di accesso alla Calabria, sia a nord, sulle dorsali jonica e tirrenica, sia a sud, sull'autostrada. A preoccupare sono soprattutto le località di mare della provincia di Cosenza, dove notoriamente trascorrono le vacanze estive e possiedono casa numerose persone originarie della Campania, e lo snodo di Villa San Giovanni, per chi è diretto in Sicilia. A quest'ultimo proposito, c'è da segnalare che ci sono proteste da parte di pendolari che chiedono più corse dei traghetti ritenendo insufficienti quelle attualmente in calendario, anche a causa dei controlli. Tuttavia, difficilmente il numero dei viaggi tra le due sponde dello Stretto verrà allargato: i timori di entrambi i presidenti delle due regioni convergono verso il comune interesse di limitare al massimo gli spostamenti in questo fine settimana.