Coronavirus, salgono a 62 le vittime in Calabria: deceduta una donna

Sono salite a 20 le vittime del coronavirus tra gli anziani ospiti della casa di riposo "Domus Aurea" di Chiaravalle Centrale. Dopo l'uomo di 83 anni di Santa Caterina dello Jonio morto ieri, nella notte è deceduta una donna che era ricoverata nell'ospedale "Pugliese" di Catanzaro. Si tratta della 62.ma vittima calabrese dall'inizio dell'epidemia, anche se poco meno di un terzo degli eventi si è registrato limitatamente alle persone ricoverate nella struttura residenziale, nella quale sono stati accertati 74 contagi. Una vicenda della quale, dal 31 marzo scorso, si sta occupando anche la Procura di Catanzaro, che ha aperto un'inchiesta per capire come si sia diffuso il contagio, se vi siano state responsabilità nell'aumento dei casi, e se questo abbia potuto concorrere alla crescita della letalità della malattia, come le 20 vittime sembrerebbero testimoniare.
Da un focolaio all'altro, perché ora preoccupa molto la situazione di San Lucido, dove malgrado la chiusura del territorio comunale il contagio è cresciuto spaventosamente. Finora le persone che hanno contratto il virus sarebbero 52, con un aumento del 900% dal 17 marzo, quando venne attuata l'ordinanza di chiusura della Regione. Un incremento del tutto endogeno, maturato tra le mura familiari, e che ha indotto il dipartimento salute della Regione a parlare di "evoluzione epidemiologica che desta notevole preoccupazione" e di "misure di isolamento domiciliare forse non adeguate al contenimento". Sintetizzando, significa che in queste ultime tre settimane il virus si è diffuso tra le mura domestiche, tra familiari, con persone affette che hanno finito per contagiare chi stava loro accanto.
Il numero dei positivi è cresciuto perché la sorveglianza non ha funzionato a causa delle ridotte dimensioni degli ambienti, che non hanno messo al riparo i sani dai contagiati, ed ora il dipartimento di prevenzione dell'azienda sanitaria di Cosenza teme per l'intera collettività sanlucidana. Ora si valuta di isolare i positivi in una struttura dedicata, mentre San Lucido diventa a tutti gli effetti, la Codogno o la Vò Euganeo della Calabria, con misure di controllo rigidissime ed ingressi ridotti all'essenziale.
Ieri, la giunta regionale ha stanziato 25 milioni di euro da destinare alle famiglie in difficoltà per acquistare beni alimentari e medicinali, in aggiunta ai 17 milioni di euro destinati dal governo per lo stesso scopo. I criteri di redistribuzione saranno gli stessi utilizzati finora, coi comuni in prima fila per assicurare che le risorse giungano a chi ne ha effettivamente bisogno. Inoltre, si è deciso di acquistare 25 mila tablet per garantire il diritto allo studio a chi non riesce ad accedere alla didattica a distanza: saranno le scuole a curare la distribuzione.