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Coronavirus, quattro morti e 186 persone risultate positive in Calabria (VIDEO)

Coronavirus, quattro morti e 186 persone risultate positive in Calabria (VIDEO)
Sono salite a quattro le vittime calabresi del coronavirus. Nel reparto di rianimazione dell'ospedale dell'Annunziata di Cosenza stamattina è morto un uomo di 80 anni di Paola, ricoverato il 12 marzo scorso nel reparto di malattie infettive. Si trattava di un paziente che presentava un quadro clinico già compromesso e che si era aggravato negli ultimi giorni, tanto da richiedere il trasferimento nel reparto di terapia intensiva. Dunque, dopo il primo decesso, risalente a sabato scorso, nella nostra regione in due giorni il virus fa altre tre vittime. Il numero delle persone positive al tampone è salito a 186, 44 in più rispetto a mercoledì scorso. Nel giorno della festa di san Giuseppe la Calabria scopre che l'ombra del coronavirus inizia pericolosamente ad allungarsi, per giunta dopo una giornata caratterizzata da una leggera flessione dei casi di positività riscontrati. Reggio Calabria detiene il primato, con 63, seguita da Cosenza, con 40. Ma la giornata di ieri è stata la più difficile per la provincia di Crotone, che a parte la prima vittima ha fatto registrare un'impennata dei casi che sono più che raddoppiati, passando da 19 a 39, 20 in più, tre in più rispetto ai 36 di Catanzaro, mentre nel Vibonese sono 8. In terapia intensiva ci sono 15 persone, e fra i ricoverati in Calabria vanno annoverati i due pazienti di Bergamo e Cremona trasferiti con un aereo militare e ricoverati all'ospedale "Pugliese" di Catanzaro a causa della drammatica situazione della sanità lombarda, assediata da un numero di ricoveri ormai fuori controllo. Ma la disponibilità di posti-letto calabresi si ferma qui, almeno stando a quanto ha detto ieri sera il direttore generale del dipartimento salute della Regione, Antonio Belcastro, il quale ha spiegato che la sanità calabrese non è nelle condizioni di poter accogliere altri pazienti dal nord perché i posti disponibili sono pochi e perchè si sta compiendo uno sforzo enorme per aumentare i posti di terapia intensiva. Finora ne sono stati attivati 47 ed altri 18 saranno pronti entro fine settimana, con l'obiettivo di arrivare a quasi 200. Intanto, anche in Calabria si aggrava la penuria di mascherine protettive. L'azienda sanitaria di Cosenza ne aveva ordinato 50 mila ad una fabbrica di Napoli, ma la partenza della fornitura è stata bloccata dalla Protezione Civile che ha dirottato i presìdi sanitari verso il nord. La decisione ha suscitato la protesta di Giuseppe Zuccatelli, commissario dell'azienda sanitaria di Cosenza e delle due aziende sanitarie di Catanzaro, sia quella ospedaliera "Pugliese Ciaccio" che l'universitaria "Mater Domini", il quale ha scritto sia al ministro della salute, Speranza, che al capo della Protezione Civile, Borrelli, per far presente che non è accettabile requisire alla fonte una fornitura pronta a partire. Nella missiva, Zuccatelli lamenta che così non si può garantire la protezione degli operatori sanitari, col rischio di non riuscire ad assicurare assistenza ai malati. Per ovviare al problema, ora si sta cercando di individuare anche partite di modeste quantità per tamponare la situazione. Quella del commissario è l'ennesima denuncia sulla sorta di mercato nero che si è venuto a creare, e che già era stato descritto dal presidente della Lombardia, Fontana, e dall'assessore lombardo alla sanità, Gallera.